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IPOTESI DI IPNOSI REGRESSIVA |
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Sull'ipnosi si è già detto di tutto e di più; e come per tutte le arti e le scienze esistono i detrattori ed i sostenitori. Su una cosa sembra esserci una visione comune: si tratta di uno strumento eccellente che induce uno stato di concentrazione e focalizzazione di frammenti di memoria; aiuta cioè al paziente a ricordare fatti dimenticati da lungo tempo. Ciò permette ai terapeuti di ricostruire situazioni, episodi che ricollegati insieme, aiutano il soggetto a riprogettarsi nuovamente, sanando vecchie ferite psicologiche o annodando episodi che tacitano la fame di conoscenza della mente. E l'ipnosi regressiva? Essa aiuterebbe a scavare nel passato prossimo e addirittura in quello remoto della persona, portando alla luce episodi non vissuti o di cui non esiste memoria cosciente. Esistono varie ipotesi sull’ipnosi regressiva. A) Fabulazione cosciente. B) Personalità multiple C) Giustificazione e motivazione, valore simbolico o soluzione di un problema di vita attuale D) Genificazione di ricordi di chi siamo stati E) Mondi paralleli. |
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Per me la curiosità per Jung emerge quando si interessa del sacro, come risulta dalla citazione qui di seguito, Jung ha appoggiato la filosofia come studio del pensiero per aprire una visione laica del mondo spirituale attraverso la filosofia e la scienza medica, sottraendo il monopolio alla religione, fino a prima di Freud, inizialmente suo mentore, unica detentrice dell'idea di Uomo e di Spirito. |
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L'atto ipnotico nell'induzione. |
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L'atto ipnotico nell'induzione considerando gli atti linguistici di J. Austin dalla sua opera "Come fare le cose con le parole". Oltre una considerazione del lessico ipnotico. |
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DISPENSE DI PSICOLOGIA GENERALE E DELLA COMUNICAZIONE |
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La conoscenza non è materia, non è prodotto, non sta nei libri o nelle storie, la conoscenza non è nel territorio, nel mondo esterno delle persone; la conoscenza è nella testa degli individui, nelle persone, nelle loro mappe, nel loro mondo interno. I Sumeri scrivevano con una scrittura cuneiforme su tavolette, quando queste furono scoperte si credette riportassero dei lavori di studenti perché erano piene di errori catastrofici: 2x3=8, 3x2=9. Cinquant'anni dopo la prima interpretazione ci si è accorti che i segni ritrovati non indicavano "moltiplicazione", ma erano simboli di "elevare a potenza": 2 =8, 3 =9. Le tavole contenevano, a differenza della prima lettura, operazioni matematiche molto sofisticate. C'era senz'altro conoscenza nelle tavole, ma non c'era comprensione in chi le interpretava. La conoscenza è nella testa di chi fa scienza e dipende dal modo in cui questi si relaziona a se stesso e agli altri. |
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Nuove epistemologie. Marco Chisotti |
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Imbrigliare il pensiero, questo il pensiero segreto di ogni epistemologo, imbrigliare la fonte della conoscenza e se possibile uscire dal paradosso della conoscenza, la conoscenza di colui che conosce, l’epistemologia dell’uomo. Per uscire dal comune intendere l’uomo e la sua epistemologia nuovi presupposti divengono indispensabili. La conoscenza é metodo, organizzazione, dunque apprendimento di regole, apprendere le regole del gioco é darsi un’organizzazione strutturando un metodo. Il concetto di organizzazione richiama un punto fondamentale nella conoscenza la relazione, organizzare é creare una rete di relazioni tra parti che devono essere mantenute perché l’oggetto mantenga la sua identità. |
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