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Abuso e maltrattamento nell'infanzia PDF Stampa E-mail
Prima di affrontare il problema dell’abuso e del maltrattamento è opportuna una premessa su cosa vuol dire fare e come è stata fatta la storia dell’infanzia. La storia dell’infanzia è forse la più problematica rispetto a ogni altro oggetto delle scienze sociali perché sono poche le notizie che il passato ci offre in merito.
La memoria dell’infanzia è raccontata dagli adulti secondo modalità in cui predomina la concezione e l’interpretazione dell’infanzia in quel momento e contesto storico (Savarese G., 2007 p.619).
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Mors PDF Stampa E-mail

Di Antonello Musso

I

(1) Sul tema della morte, dalla visuale medica, psicologica, sociologica e di altre professioni, hanno scritto, e validamente, in molti.

Penso pero' che l'ultimissima parola al riguardo, la possa dire la Religione, perché la Religione (con la maiuscola in quanto sintesi essenziale delle molte religioni)tratta non della morte, ma della vita).

Esiste la morte?

 

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Il cervello PDF Stampa E-mail

L'oggetto più complesso, meraviglioso e misterioso dell'universo conosciuto è un pugno di carne gelatinosa che mediamente non raggiunge i 1500 grammi ma pullula di una vita straordinaria: cento miliardi di cellule, ognuna delle quali sviluppa una media di diecimila connessioni con le sue vicine. Queste cellule uniche e fantastiche, i neuroni, dal terzo al sesto mese di gravidanza crescono al ritmo di 250 mila al minuto. Qualche settimana prima della nascita la loro moltiplicazione si blocca e comincia quello che sarà il compito ininterrotto del cervello: creare connessioni tra una cellula e l'altra. "E' come scolpire una statua a partire da un blocco di marmo. C'è una ridondanza iniziale di materiale, dalla quale si crea la forma per eliminazione. Le cellule che falliscono le connessioni vengono eliminate. Al momento del parto saranno dimezzate rispetto al loro picco. E il loro numero è fissato per sempre, dato che quando muoiono non vengono sostituite da nuove generazioni, come accade per la pelle". La loro morìa, nel corso della vita, è impressionante: a partire dai 30-40 anni, spariscono al ritmo di centomila al giorno. Eppure le nostre facoltà mentali non declinano, anzi, lo scorrere del tempo spesso le migliora. Simili a veterani di mille battaglie, queste cellule invecchiano, perdono pezzi per strada eppure continuano a vincere.

Com'è possibile?

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Controllo delle abitudini (Fumo,obesità) PDF Stampa E-mail

Fumo

UOMO 41 a (caso 4a)

Uomo di 41 anni,fumatore dall'adolescenza che desidera smettere o quantomeno ridurre le 40 e passa sigarette giornaliere. Manager di se stesso, è particolarmente stressato tutto l'anno e fa uso anche di ansiolitici.

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Come lavorano in noi le emozioni PDF Stampa E-mail

 


di Antonello Musso 

Tratto da:
Elisabetta Làdavas e Anna Berti – Neuropsicologia – Manuali il Mulino
Già all'inizio del secolo scorso la ricerca neurologica e neurofisiologica aveva evidenziato la rilevanza delle strutture sottocorticali nel processo di valutazione di un evento emotigeno e di quelle corticali nel controllo ed elaborazione delle risposte emotive. Esperimenti su animali decorticati avevano evidenziato risposte di rabbia del tutto comparabili a quelle suscitate da stimoli emotigeni veri e propri. Risultati analoghi furono descritti da diversi neurologi nello studio di pazienti con lesioni delle vie cortico - diencefaliche. Il comportamento di questi pazienti era caratterizzato dall'insorgenza improvvisa e immotivata di crisi di pianto e di riso. Le reazioni di rabbia evidenti nell'animale decorticato, così come il comportamento di questi pazienti, possono essere spiegati attribuendo alle strutture corticali una funzione di controllo di processi emotivi sottesi da strutture sottocorticali.

 

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