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Di Antonello Musso
I
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Sul tema della morte, dalla visuale medica, psicologica, sociologica e di altre
professioni, hanno scritto, e validamente, in molti.
Penso
pero' che l'ultimissima parola al riguardo, la possa dire la Religione, perché
la Religione (con la maiuscola in quanto sintesi essenziale delle molte
religioni)tratta non della morte, ma della vita).
Esiste
la morte?
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L'oggetto più complesso,
meraviglioso e misterioso dell'universo conosciuto è un pugno di carne
gelatinosa che mediamente non raggiunge i 1500 grammi ma pullula
di una vita straordinaria: cento miliardi di cellule, ognuna delle quali
sviluppa una media di diecimila connessioni con le sue vicine. Queste cellule
uniche e fantastiche, i neuroni, dal terzo al sesto mese di gravidanza crescono
al ritmo di 250 mila al minuto. Qualche settimana prima della nascita la loro
moltiplicazione si blocca e comincia quello che sarà il compito ininterrotto
del cervello: creare connessioni tra una cellula e l'altra. "E' come
scolpire una statua a partire da un blocco di marmo. C'è una ridondanza
iniziale di materiale, dalla quale si crea la forma per eliminazione. Le
cellule che falliscono le connessioni vengono eliminate. Al momento del parto
saranno dimezzate rispetto al loro picco. E il loro numero è fissato per
sempre, dato che quando muoiono non vengono sostituite da nuove generazioni,
come accade per la pelle". La loro morìa, nel corso della vita, è
impressionante: a partire dai 30-40 anni, spariscono al ritmo di centomila al
giorno. Eppure le nostre facoltà mentali non declinano, anzi, lo scorrere del
tempo spesso le migliora. Simili a veterani di mille battaglie, queste cellule
invecchiano, perdono pezzi per strada eppure continuano a vincere.
Com'è possibile?
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Controllo delle abitudini (Fumo,obesità) |
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Fumo
UOMO 41 a
(caso 4a)
Uomo
di 41 anni,fumatore dall'adolescenza che desidera smettere o quantomeno ridurre
le 40 e passa sigarette giornaliere. Manager di se stesso, è particolarmente
stressato tutto l'anno e fa uso anche di ansiolitici.
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Come lavorano in noi le emozioni |
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di Antonello Musso
Tratto da:
Elisabetta Làdavas e Anna Berti – Neuropsicologia – Manuali il Mulino
Già all'inizio del secolo scorso la ricerca neurologica e neurofisiologica aveva evidenziato la rilevanza delle strutture sottocorticali nel processo di valutazione di un evento emotigeno e di quelle corticali nel controllo ed elaborazione delle risposte emotive. Esperimenti su animali decorticati avevano evidenziato risposte di rabbia del tutto comparabili a quelle suscitate da stimoli emotigeni veri e propri. Risultati analoghi furono descritti da diversi neurologi nello studio di pazienti con lesioni delle vie cortico - diencefaliche. Il comportamento di questi pazienti era caratterizzato dall'insorgenza improvvisa e immotivata di crisi di pianto e di riso. Le reazioni di rabbia evidenti nell'animale decorticato, così come il comportamento di questi pazienti, possono essere spiegati attribuendo alle strutture corticali una funzione di controllo di processi emotivi sottesi da strutture sottocorticali.
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