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Creatività. Patologia e struttura familiare: una metafora cibernetica PDF Stampa E-mail

di John Schwartzman

L'articolo descrive una nuova metafora per la comprensione delle relazioni tra struttura familiare, creatività e patologia. Essa nasce dal collegamento delle premesse fondamentali dell'epistemologia cibernetica con quelle relative ai tropi, figure del linguaggio che includono la metafora, Ia metonimia, Ie sineddoche e l'ironia. Una metafora cibernetica presuppone che il mondo psicosociale abbia sia caratteristiche cibernetiche che metaforiche;

essa risulta dalla combinazione del modello dei circuiti circolari, “auto perpetuatisi”, guidati dall'informazione proprio della cibernetica con quello dei tropi, e in particolare della metafora, basato sulla comprensione o percezione di qualcosa in termini di qualcos'altro. Un'altra premessa indispensabile di una metafora cibernetica è che il mondo psicosociale si é strutturato secondo una gerarchia d processi circolari e reciprocamente causali di amplificazione e di neutralizzazione della deviazione, capaci di creare “gestalt” a differenti livelli di organizzazione e di astrazione. Simon ha sostenuto che la struttura adattiva più efficace per il tipo di complessità organizzata propria dei sistemi biologici e sociali è necessariamente una gerarchia. Egli afferma inoltre: " ...La natura è organizzata secondo livelli gerarchici perché tali strutture... garantiscono l'assetto più vitale e funzionale per qualunque sistema anche di modesta complessità " . Ne deriva che la struttura gerarchica è una caratteristica ricorrente dei contesti in cui si muovono i sistemi adattivi. Essi devono quindi essere in grado di orientarsi in contesti organizzati gerarchicamente, sia in termini di livelli di organizzazione che di livelli di astrazione.

AI tempo stesso " i fatti " a partire dai quali i sistemi si orientano sono un aspetto inscindibile della struttura metaforica o visione del mondo dei sistemi stessi.

Nella prospettiva di una metafora cibernetica, il comportamento di sistemi adattivi viene a dipendere dall'ordine che essi creano a partire dal sistema di cui fanno parte. Di conseguenza, il contesto di ogni sistema può essere descritto in termini di comunicazione o di discorso composto da messaggi di vario tipo logico trasmessi da oggetti ed eventi. I messaggi appartenenti a livelli logici superiori sono " meta" rispetto ad altri messaggi e li qualificano; ad esempio, " Questa è un'informazione. Questo è uno scherzo, un sogno, una fantasia ", ecc. Il " significato " di un messaggio è sempre funzione del rapporto tra questi diversi livelli di astrazione, che determinano i paradossi logici descritti da Whitehead e Russell nei Principia Mathematica e introdotti da Bateson nelle scienze sociali.

Al tempo stesso, la complessità del mondo psicosociale e i limiti esistenti alla quantità d’informazioni che i sistemi possono immagazzinare e utilizzare ti chiedono la presenza di una sorta di " economia della flessibilità " nella mente del sistema, grazie alla quale un certo numero di premesse di base circa la natura della relazione tra il sistema e il suo contesto vengono assunte come vere senza essere sottoposte a verifica. Ciò consente di dirigere l'attenzione agli aspetti più nuovi e concreti del contesto in cui il sistema si muove. In un sistema adattivo l'apprendimento è quinti un fenomeno a più li velli in cui la ricezione dell'informazione è sempre accompagnata da una informazione di livello più astratto, relativa, ad esempio, alla struttura o alle contingenze del contesto di quelI'informazione. Bateson definì questo concetto, in un primo tempo, "deutero-apprendimento" e successivamente " apprendimento 2 ".

Le contingenze incontrate con maggiore frequenza nei primi contesti di apprendimento vengono codificate a un qualche livello in una qualche parte del sistema e diventano ciò che Powers ha definito " condizioni di riferimento ", cioè, una relazione tra il sistema e il suo contesto che non richiede alcuna risposta e il cui mantenimento rappresenta un obiettivo per qualunque sistema finalizzato ad “autoperpetuantisi”. Come sostiene Varela, i sistemi percepiscono ciò che li colpisce e reagiscono alla novità lavorando per trasformarla in aspettative (riguardo alle condizioni di riferimento). Nel tentativo di mantenere inalterate le proprie condizioni i sistemi creano contesti nuovi caratterizzati da premesse di base analoghe a quelle dei contesti incontrati in passato. Il fatto che le contingenze strutturali dei primi contesti di apprendimento vengano trasferite nel presente ed agite (ad un livello generalmente inconscio) senza essere "sottoposte a verifica ", ne aumenta il grado di probabilità, cosicché in circostanze normali esse tendono ad “autoperpetuarsi”. Come dice Bateson, " ... agire o essere uno dei due termini di uno schema di interazione significa proporre I'altro. Ogni contesto è organizzato per una certa classe di risposte ". Ogni interazione convalida le premesse di base del sistema sulle contingenze in generale e su quelle relative a quella reazione in particolare.

Tali premesse possono essere descritte come trasformazioni metaforiche e frutto di deutero-apprendimento delle contingenze che il sistema ha incontrato in contesti precedenti e che sono state codificate a vari livelli di organizzazione e di astrazione nel sistema stesso, ad esempio, a livello di sistema nervoso, di valori culturali, di riti religiosi, ecc il funzionamento di un individuo, di una famiglia, o di una società può essere letto come l'insieme dei tentativi del sistema di tenere la propria struttura e le proprie premesse di base. Ciò a sua volta dipende dallo scambio di informazioni con il contesto. Tuttavia il concetto di informazione, così come utilizzato di solito in terapia familiare, è mutuato dalle teorie sulla comunicazione ed indica un fenomeno quantitativo. Warren Weaver uno dei fondatori della teoria dell’informazione, la definisce come una misura della libertà di scelta dell'individuo nel momento in cui seleziona un messaggio da un insieme di altri messaggi.

 
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