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di Marco Chisotti
Che cosa guardiamo, cosa possiamo vedere, cosa
possiamo pensare, costantemente crediamo di essere in "noi stessi"
semplicemente perché abbiamo consapevolezza di essere, difficilmente ci chiediamo
se siamo ancora quel "noi stessi" di ieri, eppure nulla ci può dare
la certezza di essere ciò che siamo stati e che saremo ciò che siamo,
semplicemente ricordiamo dunque siamo e quindi saremo ancora!
E' particolare ciò che diamo per scontato solo perché
ogni giorno lo ritroviamo, non abbiamo dubbi sul nostro ricordarci come
eravamo, tanto che andiamo avanti dando per assodato ciò che é avvenuto prima,
interessante deduzione, particolare fiducia, o forse consuetudine, il nostro
sistema di pensiero intelligente lavora proprio con l'intelligenza ipotetico
deduttiva, é un sistema evoluto, lavora in modo veloce preciso attraverso la
capacità ipotetico deduttiva, siamo, dunque siamo stati e quindi saremo, il
gioco é fatto,
Ma cosa vediamo del mondo, o meglio quali esperienze avremo che causeranno il
mondo che potremmo vedere, noi pensiamo su di un prodotto considerandolo un
"fatto" in verità é un arte-fatto, il nostro cervello emula una
realtà e la mantiene stabile, lo fa partendo da principi comunitari di condivisione
con gli altri, é come se scegliesse di giocare sullo stesso campo di calcio in
cui giocano gli altri, potrebbe sceglierne un'altro come quando nel sonno
sogna, ma poi si troverebbe a giocare da solo e dunque che scopo di esistere
nella propria consapevolezza se non ci fosse il bisogno di distinguersi dagli
altri, dicevo "potrebbe" scegliere un campo differente ma sceglie il
campo comunitario, in modo da stare con gli altri, ma li si gioca la partita
della realtà condivisa, li devo stare attento al gioco, mi sono concesse poche
distrazioni, dunque ho poco di veramente mio in un mondo che é il frutto di un
esperienza rigorosamente allestita sul principio della condivisione, ogni mia
personale interpretazione sarà scoraggiata a favore dl terreno condiviso, ci
sono delle regole che vanno rispettate altrimenti é un casino, hai mai giocato
a carte con delle persone che non conoscono le regole ed interpretano, é
l'anarchia più totale, qualunque tentativo di realizzare un dunque risulta
impraticabile!
Noi viviamo costantemente in un programma, un listato di comandi a cui dobbiamo
attendere, ogni risposta contemplata dal programma viene premiata, ogni errore
rispetto al programma viene punito, le libere interpretazioni sono scoraggiate
e tendenzialmente rifiutate, viviamo dunque costantemente in una realtà, il
mondo, frutto di un esperienza guidata da regole precise a cui difficilmente
possiamo sottrarci.
Cosa guardiamo dunque e cosa possiamo vedere? L'idea stessa di noi, la nostra
consapevolezza é un programma che ci rende consapevoli, la realtà é un bisogno
rispetto alla relazione che ci é permesso di vivere con gli altri e con l'idea
di noi stessi, viene da sé che la realtà é poi data per scontata, considerata
un fatto indipendente dall'osservatore, é naturale che la si percepisca così, e
non come frutto di condivisioni che si sono perfezionate nei secoli, é più
semplice considerare dei fatti che non delle ipotesi, i fatti sono dati per
certi, le ipotesi sviluppano dubbi, limiti, e questo rallenta i processi percettivi
rendendo incerta la percezione stessa, pensate se per ogni percezione dovessimo
verificare la ripresa fatta, sono pochissimi i momenti in cui dubitiamo di ciò
che abbiamo percepito, se la realtà fosse un fatto, non un arte-fatto come
risulta dagli studi sull'attività del nostro cervello, allora ci capiterebbe
spesso di aver dubbi percettivi dovuti al limite della nostra"
ripresa"!
La cosa certa é che non abbiamo dubbi, ma certezze, al 99% delle nostre
esperienze, generiamo un mondo stabile, credibile, completo, esportabile,
replicabile, non ci rendiamo conto di come il nostro cervello non potrebbe
mantenere la mole di informazioni necessarie alla percezione stessa della
realtà, il principio esperienziale percettivo non é un principio riproduttivo,
raccolta dati, ma un processo generativo, scelta di dati e dunque dati-presi.
Mi sto divulgando su dei particolari che forse allontanano dall'essenza delle
nostre esperienze, la vita non é un'esperienza nel porsi domande ma é un
esperienza di azione, ma ogni descrizione che facciamo di una realtà parte da
presupposti e dunque regole di riferimento, la realtà é più un gioco
interattivo dove lo scopo é la vita di relazione assieme agli altri, la realtà
é veramente la comune-unità, l'esperienza é una causa libera, all'interno di
regole date, che genera un mondo, quel mondo che possiamo condividere, l'ipnosi
é un esperienza dove le regole vengono condivise e quando questo avviene si
genera una realtà stabile alternativa, la si ottiene attraverso un esperienza di
riduzione dei dati esperienziali generati dai nostri sensi, i nostri sistemi
intelligenti come occhi, orecchie e pelle, un rallentamento dell'attività del
nostro cervello é l'inizio di una condivisione interna dell'esperienza, il
risultato é n"abbassamento della critica ed un subentrare delle direttive
condivise con l'ipnotista, un listato differente di comandi che generano una
realtà che privilegia un mondo interiore rispetto al mondo unanimemente
condiviso dello stato di veglia.
L'esperienza dell'ipnosi é le stessa esperienza che viviamo nello stato di
veglia dove però si privilegia il mondo esperienziale generato dall'esperienza
interna, rispetto a quella esterna degli organi sensoriali. L'abbassamento del
livello vigile a favore di un dialogo interno che auto genera immagini,
sensazioni e percezioni, permette di giocare una partita alternativa in cui non
sono scontate le regole del gioco, anzi le stesse regole vanno stabilite e rese
accettabili, il nuovo gioco é poi l'opportunità di vedere una realtà differente,
di percepire un mondo frutto di nuove esperienze che generano il cambiamento.
Il lavoro dell'ipnosi é quello di aggiungere, sottrarre o modificare
l'esperienza di ciò che guardiamo e trasformarla in ciò che desideriamo vedere,
questa é anche la scommessa del futuro delle psicoterapie esperienziali legate
al cambiamento di cui l'ipnosi ed il costruttivismo si fanno portavoce.
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