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Scienza dei modelli e conoscenza delle metafore PDF Stampa E-mail

Il punto della terapia.

Tutti i modelli della scienza sono metafore esplicative utili nel momento storico in cui vengono formulate per fermare il pensiero in corsa e per rappresentare i capisaldi della cultura e i suoi rapporti con la società, organizzando un linguaggio comune. La scienza non è, infatti, una variabile indipendente ma un sistema aperto immerso nella società e legato ad essa attraverso una spirale recursiva.

Ciascuna cultura contiene nei suoi codici una serie di siniboli e segni che permettono di tracciare il percorso, stabiliscono le leggi e le regole, le cornici entro le quali cercare il significato.

Molte sono state le metafore utilizzate e prese in prestito dalle scienze umane per rappresentare il funzionamento della mente, dei sistemi viventi, degli individui, delle comunità: la meccanica newtoniana, la macchina a vapore, l'elettricità, la termodinamica, la cibernetica...

Ognuna di queste è però risultata insufficiente o ha comunque creato problemi di "traduzione" e di esaustività, spingendo così alla ricerca di nuovi strumenti, nuove metafore, nuove cornici.

Nel suo libro "Mente e Natura" Bateson scrive che la scienza è un modo per percepire, organizzare e dare significato all'osservazione, costruendo teorie, ogni modello è uno schema utile per rapportarsi al reale, organizzare i propri interventi e correggere i propri errori. Ogni modello è una metafora che descrive un punto di vista parziale.

 L'apertura nei confronti di altre culture è una delle più preziose conseguenze del grande sviluppo dei mezzi di trasporto e di comunicazione. Da una cultura centrata esclusivamente sui risultati e gli studi occidentali moderni si è sviluppata una tendenza a riscoprire e rivalutare sia tradizioni lontane e meno lontane.

Nella tradizione degli indiani del nord america questo "risveglio culturale" era stato annunciato dalla profezia che, dopo sette generazioni, la tradizione del popolo rosso sarebbe risorta e avrebbe aiutato lo stesso uomo bianco a risanare i problemi causati dal suo atteggiamento nei confronti dell'ambiente naturale e dei suoi simili. Si stanno recuperando messaggi antichi eppure attualissimi, e le conoscenze sciamaniche, tramandate di padre in figlio, in questo secolo vengono sistematizzate e insegnate alle generazioni contemporanee,i vecchi stregoni della letteratura passata oggi vengono riconosciuti come sciamani, o "medicine man".

Sciamano è l'intermediario tra la terra e il cielo, tra l'umano e il divino, è una figura presente nelle tradizioni di diverse parti dei mondo, non solo in nord America. E' presente tra gli indios del centro e sud America, nelle steppe del nord Europa, della Siberia, della Mongolia, e tra gli aborigeni australiani. E' il custode di una scienza e conoscenza molto antica che egli sperimenta sulla sua pelle, abbandonando i sentieri convenzionali per mettersi al servizio della sua società in quanto conoscitore delle leggi che regolano la vita e quindi in grado di curare le malattie, di propiziare la caccia o l'attività agricola. Lo sciamano ha una visione olistica della realtà, conosce il linguaggio del mondo, legge la sorte nella forme delle nubi, nel disporsi di sassolini colorati nel cavo della mano, nelle viscere di piccoli animali sacrificati, nel percorso tracciato dal volo degli uccelli.

La legge della sincronicità, la valorizzazione del linguaggio analogico, l'importanza della suggestione in un percorso di guarigione sono alcune delle riscoperte più recenti nella cultura contemporanea, che si sta avvicinando con una maggior apertura a esperienze prima bollate superficialmente come "primitive", in questo frangente ha senso recuperare l'ipnosi e connotarla di un nuovo significato, in fondo é stata la madre di tutte le forme di psicoterapia oggi conosciute.

E' nato un nuovo campo di ricerca, I'etnomedicina, che studia le strategie sanitarie di popolazioni differenti, nel tempo e nello spazio, raccogliendo dati e informazioni su modalità terapeutiche che di fatto sono state, e sono tuttora, utilizzate con successo da una grande parte della popolazione mondiale.

L'obiettivo principale dell'etnomedicina è contribuire alla conoscenza scientifica mediante progetti di ricerca da realizzare tramite programmi cooperativi nel mondo, con speciale attenzione ai Paesi in Via di Sviluppo. In particolare, vuole studiare le strategie sanitarie e i farmaci di differenti popolazioni, anche come parte integrante dei patrimonio biogenetico da conservare, conoscere e valorizzare. Lo studio delle piante è l'aspetto più noto e più accessibile alla mentalità occidentale, ma vi sono filoni dell'etnomedicina che si addentrano in un territorio ancora delicato per i medici e i ricercatori contemporanei, un territorio al limite con la superstizione e la magia.

Crediamo abbia senso parlare di etnopsicologia, una disciplina che possa studiare i pocessi identificativi delle persone (costruzione di una propria identità), i processi attraverso cui avvengono i cambiamenti, le decisioni, come si strutturano i sistemi di credenza e come tutto ciò venga agito nelle persone di culture differenti, ottenendo stati mentali fisiologici in cui si sviluppa la vita.

Nelle pratiche mediche tradizionali, molte cerimonie e persino molte sostanze utilizzate non hanno proprietà curative in senso stretto, ma possono sortire effetti di guarigione perché partono da presupposti diversi di ciò che è l'essere umano e il suo rapporto con l'ambiente circostante, di ciò che è la malattia e dei possibile percorso per recuperare la salute, e dunque strutturano degli stati mentali, forme di trance, che favoriscono la guarigione. L'invito delle tradizioni sciamaniche di tutto il mondo è quello di riconoscere nel corpo il tempio dello spirito, e di evidenziare i profondi legami, la struttura che connette, che ci rende parte del mondo in cui viviamo.

L'idea condivisa dagli stregoni, ha detto Carlos Castaneda, è che siamo seppelliti dall'educazione impostaci dalla società, ingannati nel percepire il mondo come un posto di solidi intenti e cose definitive. Noi andiamo incontro alla nostra fine rifiutando di considerarci esseri "magici": il nostro ordine del giorno è di servire l'ego anziché lo spirito.

La differenza tra magia e scienza consta semplicemente nel fatto che la magia non opera attraverso la causalità e la consecutività, ma per correlazioni.

In Madagascar l'indovino, mpsikidi, in base alla disposizione presa dai semi da lui manipolati, deduce che la malattia è causata dalla fuga dell'anima dal corpo del paziente; identifica così il posto dove essa erra, vi si reca con un cesto e delle foglie di banano spalmate coi miele e attende. Poco dopo l'anima, attratta dal miele, cala sulle foglie e allora lo mpsikidi, che solo la può vedere, capovolge rapidamente su di essa il cesto, chiudendone il coperchio. Egli ritorna poi dall'ammaiato e poiché il cesto, una volta aperto, risulta vuoto, lo sciamano trae la conclusione che l'anima è rientrata nel corpo dell'individuo, che così guarisce.

Una malattia può essere causata dall'aver mancato di rispetto a un animale totem, alla memoria di un anziano, a un luogo sacro, e la guarigione avviene riparando il torto fatto, anche involontariamente, attraverso rituali che poco senso hanno per la mentalità logica occidentale, ma che possono essere di fatto risolutivi nel proprio ambito di appartenenza culturale. Lungi dall'essere semplicistico e primitivo, questo tipo di medicina valorizza spesso il ruolo dell'individuo, che diventa, di fatto, protagonista della sua guarigione.

Ecco come avviene la costruzione della verità della malattia in due tipi differenti di società: società a universo unico (la realtà dell'occidente) e società a universi multipli (realtà di nicchia metaoccidentali)

Metodo usato

Diagnosi medico-scientifica (per l'occidente)

Divinazione come visione magico-religiosa del processo vitale (per il metaoccidente)

Attore sociale

Esperto ad esempio il medico, lo psicologo (per l'occidente)

Eletto ad esempio lo sciamano (per il metaoccidente)

Luogo dell'indagine

Nel malato (per l'occidente)

Nel divinatore (per il metaoccidente)

Il malato è un:

Veicolo di "malattie", di "strutture" (per l'occidente)

Esperto (per il metaoccidente)

Filosofia del metodo

Interrogazione minuziosa del "visibile", del percettibile, del misurabile, ed estensione di un medesimo universo (per l'occidente)

Spostamento dell'interesse: dal visibile all'invisibile, dall'individuale al collettivo, dal fatale al rimediabile (per il metaoccidente)

Conseguenza dell'intervento

Assegnazione del soggetto a categorie statistiche, isolamento fra esseri presunti simili (per l'occidente)

Creazione di interfacce fra gli universi, enunciazioni di nuove appartenenze, affiliazioni a gruppi segreti (per il metaoccidente)

Come é possibile vedere la logica di fondo differisce profondamente nei presupposti giuda.



 
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