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News Articoli Tra pensare e fare
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di Marco Chisotti
Due imperativi per acquisire esperienza:
"Se vogliamo vedere impariamo ad agire".
E' agendo che otteniamo di fare delle distinzioni, creare confini, definire
oggetti, dare forme, creare mappe e questo ci permette di "vedere" il
territorio esterno a noi.
"Agiamo
in modo da aumentare le possibilità di scelta".
Solo così coglieremo le nostre migliori opportunità. D'altro canto, anche se
non possediamo altro che le personali rappresentazioni della realtà (la nostra
mappa interna che riproduce il territorio esterno), pensiamo ancora a quanto
possa essere forte l'effetto prodotto da tali mappe e dalle parole che le
compon-gono.
A proposito delle parole cerchiamo di capire meglio la loro forza, la parola fa
ciò che dice, se urto qualcuno e chiedo scusa, il chiedere scusa mi rende
automaticamente scusato; il prete che dinanzi a due persone dice loro: "Vi
dichiaro marito e moglie" realizza quasi una magia, dopo questo atto
lin-guistico la realtà non è più la stessa e le due persone che hanno creduto
in quelle parole si sentono diverse.
La differenza tra magia e scienza ad esempio consiste nel fatto che la magia
non opera attraverso la causalità e la consecutività, ma per correlazioni, dei
legami tra parole e fatti di difficile comprensione per il nostro personale
rapporto che con le parole oggi possediamo, solo quando credo a qualcosa
rimango influenzato da ciò che credo.
Si torna ad affermare che l'effetto non è la causa, che la mappa non é il
territorio, che la scienza non è che una mappa, che credere nella causa-effetto
non è che una superstizione, noi viviamo spesso di queste superstizioni.
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