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Fumo
UOMO 41 a
(caso 4a)
Uomo
di 41 anni,fumatore dall'adolescenza che desidera smettere o quantomeno ridurre
le 40 e passa sigarette giornaliere. Manager di se stesso, è particolarmente
stressato tutto l'anno e fa uso anche di ansiolitici.
In
questo caso durante il colloquio,ci rendiamo conto che il fumo è una necessità
compensativa,pertanto non possiamo togliere senza mettere.Valutiamo dunque la
possibilità,durante la trance, di rigenerarlo e di riequilibrarlo verso
obiettivi trascurati dal lavoro (moglie, figlia, affetti), riportando la sua
emotività a livelli più umani;dopo aver lavorato su queste trance in vari
appuntamenti,per ultimo ci dedichiamo al tema fumo rompendo le abitudini e
dando delle suggestioni di repellenza. Al momento il soggetto fuma dalle 7 alle
10 sigarette al giorno. Continua le sedute per risolvere definitivamente il
problema.
Obesità
Donna 42aa (caso 4d) - Obesa (100 kg), sposata 28 aa con 2
figli di 27/21 aa.
Nessun particolare problema famigliare. Donna energica, forte, corazzata alla
scuola della vita (il primo figlio a 15anni)
Due motivi contrapposti: quello che la induce a dimagrire Ë legato alla salute,
non all’estetica; quello che la trattiene dal farlo, malgrado un’ottima dieta
ed un controllo medico ospedaliero costante, è la paura di non sapere come
potrà essere il suo aspetto estetico (cadente, flaccido) qualora la dieta sia
efficace. Teme di non piacere più a suo marito al quale è molto legata.
Le chiediamo di immaginarsi magra e florida in buona salute: cosa le darebbe
gioia?
- Gli abiti che ho
sempre desiderato indossare e che non ho mai potuto; credo inoltre che mi
sentirei come quella volta in cui smisi di fumare: una sensazione esaltante!
Ci pare comunque
estremamente determinata nel voler fare chiarezza.
Ci stupisce durante le
prove tecniche: adottiamo per due volte in successione la tecnica della
levitazione del braccio ed otteniamo risultati impensabili sull’intensità della
trance raggiunta: il messaggio è prevalentemente basato sulle nuove possibilità
di rinascita che una nuova persona può avere. La congediamo con alcuni esercizi
di concentrazione e rilassamento e con l’invito a seguire il percorso
dietoterapico con un nuovo spirito: quello di riqualificarsi ad un livello
superiore.
Nelle sedute seguenti,
la situazione pare sbloccata, ma non ci illudiamo; emerge infatti una sorta di
paura di dimagrire, quasi un’ancora o più cose, che la tengono al suo peso. La
persona entra in una trance abbastanza profonda ma fine a se stessa; ci chiediamo
se il peso corporeo sia effettivamente il suo problema.
Durante una delle sedute successive, emerge una sorta di competizione con
un famigliare sul tema della bellezza,
affrontato da ragazze.
In buona sostanza, ci
rendiamo conto che la sua identità di persona è troppo legata a quella
corporea: la perdita di qualche chilogrammo comprometterebbe una parte di sè
talmente forte da spiazzarla.
Siamo però riusciti ad ottenere almeno una complicità mente - corpo per la
quale ella non sente più il peso, ma la tonicità (grazie anche alla ginnastica
costante che esegue regolarmente ogni giorno).
Alla fine era il
risultato che si prefiggeva:non tanto quello dichiarato, quanto quello della
pace con sé.
Considerazioni
dopo due giornate di terapia dedicata all'obesità’.
Efficacia
dell'ipnosi terapia in soggetti sofferenti di obesità reattiva
Stati mentali alterati da sofferenze
emotive profonde, possono generare reazioni alimentari esasperate che si
interlacciano profondamente con l'identità della persona.
E' dunque inutile affrontare direttamente il
problema dieta in quanto l'obesità stessa può essere un modello di
sopravvivenza temporanea eliminando il quale si peggiora lo stato generale
della persona stessa; può essere più efficace agire a monte sui disagi e
tralasciare il problema dieta che potrebbe risolversi conseguentemente in modo
automatico.
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