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Cos'è la Coscienza? Uno stato mentale! PDF Stampa E-mail
Un excursus tra relazioni d'aiuto e relazioni comuni, familiari, d'amicizia, affettive, implicazioni tra un mondo del comune senso della vita e relazioni volte ad ottenere un cambiamento. Cos'è la coscienza? È uno stato mentale! Forse è semplicemente una tautologia la mia, ma entrare in merito dello stato mentale mi permette di fare delle ipotesi operative che permettono di lavorare sulla mente. Ogni intervento di psicoterapia lascia adito ad interpretazioni diverse senza poter mai dare spazio ad un’unica prospettiva operativa, senza dunque riuscire a dare dei riferimenti su come operare. Ciò che si afferma è che i risultati delle psicoterapie son favoriti dalla relazione e non dalle teorie sottese. Costruire una buona relazione permette di accettare l'altro riconoscendone il ruolo e la presenza, riconoscendogli la possibilità di partecipare in modo attivo alla mutevole posizione interlocutoria, nel momento che si condivide con la relazione uno spazio mentale ci si comprende, ci si capisce e si accetta di guidare ed esser guidati durante il colloquio, la collaborazione, in una condizione in cui entrambi gli individui hanno chiaro il proprio ruolo e si distinguono, e si intendono vicendevolmente. Quello che mi piace pensare è che abbracciando l'idea che la coscienza individuale sia data dal lavoro della collaborazione ed intesa di parti della mente delegate a sovrintendere competenze differenti, nell'intesa che emerge in una buona relazione è come se le parti del cervello di entrambi gli individui si unissero creando una mente unica, il cui lavoro effettivamente arriverebbe ad ottenere un incremento del lavoro di una mente unica, dove le doti e le qualità, le risorse e le opportunità di entrambi le menti potessero unirsi e formare una coscienza funzionale ed operativa diversa, in grado di superare, migliorare, compensare limiti, carenze, restrizioni della mente singola, e mantenere in un secondo tempo l'"impronta" ottenuta per continuità, come se lo spirito emulativo della mente nuova ottenuta prendesse a guidare il soggetto sostituendosi all'attività mentale precedente. Per fare un esempio concreto. Un individuo porta con sé una coscienza che emula in sé il presente, il passato ed il futuro, porta con sé una coscienza del presente data dalle sue relazioni stabili, continuative e contingenti, i ricordi di un passato in cui erano presenti altre relazioni con altra coscienza di sé e della propria vita, ed un futuro possibile, con una coscienza aperta a possibilità di nuove e diverse relazioni con la vita e con gli altri. La massa critica che si raggiunge in questo equilibrio è ciò che noi portiamo con noi stessi, ciò che ci rende possibile di essere e ci impone di essere al tempo stesso. In una relazione terapeutica si cambia la Massa critica e la "buona" relazione permette che si vedano e sentano le possibilità operative e funzionali che si erano perse, come prese a prestito dall'altra identità cosciente, operando così un cambiamento che comincia a dare i suoi frutti. Ora vediamo cosa può portare questo ragionamento dal punto di vista pratico, a cosa si deve puntare per operare in modo costruttivo attraverso la coscienza dell'altro, delle sue necessità, delle sue differenze, delle sue possibilità. Prendiamo l'esempio di un legame d'amicizia, o un legame affettivo. Ciò che passa nell'accettare l'altro è molto, si cambia tanto frequentando chi si stima o si ama, il cambiamento è sottile e quando ci si ritrova spesso si prova la sensazione di vivere in un altro mondo, cambiano gli equilibri della coscienza della mente, ci si sente magari leggeri, tranquilli, fiduciosi, in un mix di sensazioni appaganti che ci restituiscono l'equilibrio. Sentiamo, diciamo, pensiamo parole che non usiamo spesso, che non conosciamo magari neppure, ma che poco per volta modificano il sottile equilibrio della nostra coscienza, ci sentiamo diversi, ci sentiamo meglio. Strano ma vero è così che credo operi il lavoro terapeutico: si sviluppa una piacevole e profonda relazione in cui la nostra coscienza si modifica, cambiando gli equilibri della nostra mente si modificano tutti gli equilibri presenti, dalla nuova coscienza emerge un nuovo essere, un nuovo esser stato, e sopratutto un nuovo poter essere, nuove opportunità, nuove azioni, nuove percezioni, che aumentano le nostre possibilità di scelta, stimolando nuove azioni della mente, nuova attività mentale, nuova coscienza di sé e degli altri, migliori adattamenti, maggior libertà o così via nel ciclo della vita. Ciò che mi sembra che emerga dal mio ragionare è una ricerca di ciò che rende funzionale, utile e ricercata una relazione positiva con qualcuno, d'amicizia, affettiva, o d'utilità che sia, e portarla nella relazione terapeutica, considerando dunque di partire dalle proprie doti e qualità umane che ognuno porta con sé fino a valutare ciò che si cerca e ciò che si trova negli altri, in quel sottile equilibrio che viviamo continuamente nella nostra coscienza quotidiana. Il tutto per portarlo nella relaziona funzionale ed operativa della relazione d'aiuto, il tutto ricordando naturalmente i presupposti fondamentali del mio discorso e cioè che l'attività mentale genera necessariamente uno stato di coscienza, che lo stato di coscienza è uno stato ipnotico, e la relazione è frutto d'una esperienza di trance condivisa.
 
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