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Di Antonello Musso

I

(1) Sul tema della morte, dalla visuale medica, psicologica, sociologica e di altre professioni, hanno scritto, e validamente, in molti.

Penso pero' che l'ultimissima parola al riguardo, la possa dire la Religione, perché la Religione (con la maiuscola in quanto sintesi essenziale delle molte religioni)tratta non della morte, ma della vita).

Esiste la morte?

 

(2) Se non si vive l'esigenza di infinito dentro di sè, e' inutile cercarne le attestazioni e spiegazioni al di fuori, nella scienza, nella cultura o nelle religioni; si rimarrà sempre scettici al riguardo, e di conseguenza, refrattari alle risposte che ci potrebbero arrecare sicurezza e serenità.

La mente studia e apprende ciò a cui il cuore aspira. E' l'amore il primo motore di ogni attività vitale. E l'amore,inteso come somma di ogni bene (Bonum),è "diffusivum sui", si diffonde di per sé.

Se è vero che esiste un Ente,principio fondamentale del cosmo universo,delle sue attività e di ogni sua spiegazione,questo deve essere il "Bonum",l'Amore.

Invocarlo,o almeno tenere verso di esso un atteggiamento di rispetto,è già la prova di una mente aperta ad ogni ipotesi e quindi al soddisfacimento della propria intima esigenza di infinito,di verità,di serenità,di pace,di...

(3) Esiste la Morte?

Comunque,per affrontare il problema della morte dell'uomo,prima di tutto bisogna chiedersi: che cos'è l'uomo? chi è l'uomo?

Ma farei un passo più indietro ancora, per ampliare la visuale della odierna cultura umanistica,ed aiutare l'uomo a crearsi una mentalità meno terrenamente emotiva e più preparata a percepire concezioni razionali e spirituali di più ampio respiro.

In campo pratico emotivo,la morte suscita paura e si cerca di evitarne il discorso anche perché, culturalmente appare come un negativo,o almeno,una cosa inutile.

(4) A sua volta,questo deriva dal fatto che tutta la cultura umanistica è vista in prospettiva solamente,o prevalentemente, materialistica. Cioè si guarda all'uomo come una realtà puramente terrena,per cui,vale in quanto esprime e produce benessere terreno.

Ma tutto ciò,anche perché, limitato nello spazio e nel tempo,non può soddisfare le esigenze infinite dell'intelletto prima e, di conseguenza,quelle pratico-emotive. Perciò è naturale provare sentimenti negativi nei riguardi della morte.

(5) Bisogna ridare alla cultura umanistica la sua positività e nobiltà,elevarla al disopra della materia inerte e grezza ed al di sopra anche delle realtà viventi inferiori(vegetali,animali),e vedere l'uomo soprattutto come un essere spirituale.

Non avere timori né preconcetti che lo spirito disturbi la materia;decidersi per l'accettazione che sia la materia in se stessa,dalle grandi galassie dell'universo fino alle particelle primordiali del Big-Bang,sia le forze materiali,dalle grandi forze della natura alle quattro fondamentali, tutto è guidato,o almeno sopravisionato da una realtà spirituale superiore.

(6) Metafisicamente parlando,si potrebbero perfino unificare le due realtà,spirito e materia,in un unica realtà primordiale.


Come la materia può essere coeterna con lo spirito, purché si dia allo spirito la priorità,causale,così anche materia e spirito potrebbero unificarsi in una sola realtà, purché si dia allo spirito la priorità di valore.

Neppure in questo caso,credo che la visuale spiritualistica disturbi quella materialistica.

Ho detto questo unicamente per dare alla cultura, alla scienza,alla psicologia,alle emozioni ed ai sentimenti umani un fondamentale supporto positivo, che rassereni l'uomo in tutte le sue esigenze culturali ed emozionali, ciò' perché:

L'uomo non è soltanto un oggetto materiale o una sostanza chimica,con proprietà puramente fisico-chimiche;

Non è neppure un semplice robot o computer, per quanto intelligente (intelligenza artificiale) possa essere.

L'uomo è un essere vivente, cioè contiene in sé la vita.

E qui facciamo un'altra parentesi per chiedersi:

(7) Che cos'è la vita?

La vita è una realtà' esistente in sé stessa o è la qualità' di una sostanza che le faccia da supporto? Cioè la vita è una sostanza o un accidente?

Fondamentalmente il problema poggia su tre categorie:scienza, cultura, fede.

La scienza,in senso stretto,siccome è basata sull'esperimento visibile e sensibile, studia i fenomeni fisico-chimici e le forze (energie) relativi ad essi. La cultura,intesa come astrazione dalla realtà' fisica,studia i fenomeni astratti (linguaggio,storia) della realtà' fisica ed i fenomeni astratti di per sé stessi (filosofia,metafisica).

La fede riguarda le realtà' immateriali che stanno al del la' del mondo naturale, visibile e concepibile dalla mente umana,che l'uomo può conoscere unicamente per rivelazione di un'autorità superiore,cioè al di sopra della natura (soprannaturale).

Queste tre categorie non sono completamente indipendenti l'una dalle altre,soprattutto le prime due (scienza e cultura),per cui hanno a volte, dei parametri in comune che rendono difficile la conoscenza oggettiva delle cose. Però' se si indaga più profondamente,e soprattutto imparzialmente, la loro difficoltà' più che essere basata sulle categorie in sé stesse,dipende piuttosto dalla visuale di chi le studia:la mente umana,l'uomo.

(8) E qui si presenta un problema: la mente umana è sufficiente a spiegare tale diversità?

Non solo,ma vi sono problemi esistenziali (vita, destino, aldilà'),di fronte ai quali l'uomo si trova impotente. Ciò che veramente sarebbe inspiegabile, anzi,addirittura ironico,è che l'uomo pur sapendo che vi è qualcuno o qualcosa al di sopra di lui e delle sue capacità,non può conoscere,anche se lo desidera. Da qui nasce la fede.

Fede in qualcuno o in qualcosa che sta al di sopra e domina,sia la scienza che la cultura ed anche la fede stessa. Tra i tanti nomi che sono stati dati a questo Ente superiore noi scegliamo:Dio. Ma una cosa è da dirsi:

Dio è un'esigenza razionale assoluta,e lo è anche per la serenità emotiva dell'uomo.

Questo è per dare una spiegazione oggettiva ai fenomeni scientifico-culturali e perfino alla fede stessa, altrimenti inspiegabili.

(9) Uno di questi fenomeni sarebbe proprio la vita.

Prima di continuare vorrei farmi una domanda:le tre categorie,scienza,cultura,fede,con le quali si potrebbero spiegare tutte le realtà ed i loro fenomeni,sono in dissonanza fra loro?Soprattutto:la fede disturba la scienza e la cultura?Naturalmente non parlo dei dogmi della fede, ma della Fede.

Anche qui penso che il problema,piuttosto che ne nelle realtà in sé stesse, stia invece nella mente umana troppo ristretta, ma soprattutto direi dogmatizzante:una mente che non rispettando l'oggettività delle realtà,vuole dettare legge,imporre spiegazioni,meglio,verità che non le competono. Di ciò che non si conosce non è meglio non parlarne?o almeno,rispettare tutte le opinioni?



 
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