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Cistite
DONNA 36 a
(caso11a)
36 anni, persona equilibrata, assai costruttiva, organizzativa. Si
lascia buoni spazi di recupero nell'ambito famigliare in cui crede ed è
credibile. Un marito, due figli di 7 e 14 anni.
Si occupa sul lavoro di riorganizzazione: prende cioè reparti
dimessi e, grazie alle sue competenze, li rende funzionali.
Tutto bene fino a qualche mese fa, fino a quando cambiano le
dirigenze ai massimi livelli ed ella non viene più apprezzata per le sue
capacità e sostituita da persone assai meno competenti ma politicamente più
utili, nell'ottica di rendere il lavoro più "barocco" che utile.
Si sente frustrata e delusa, ma soprattutto si sente tradita.
Inizia a somatizzare con cistiti emorragiche ricorrenti che si
risolvono farmacologicamente ma che, secondo i medici, non hanno ragion
d'essere.
Sondiamo i cinque livelli e notiamo che solo il rapporto
lavorativo ha dei grossi limiti; infatti ella col tempo non si è accorta di
aver lentamente mescolato il piano del lavoro con quello personale, perdendo in
obiettività: come alcuni file di Window, i due elementi si sono intrecciati a
tal punto che, agendo sul piano lavorativo, danneggiamo anche quello personale.
Poichè questa situazione è già stata affrontata dal soggetto
diverse volte senza esito apparente, prendiamo comunque atto che è stato
sufficientemente elaborato per porre il soggetto in una via senza uscita: o
cambi qualcosa o ti gestisci fino alla pensione il tuo problema.
Durante una seduta di trance iniziale, riesce a percepire fino in
fondo l'intreccio tra i due piani (personale e lavorativo) nel quale si è
parata; otteniamo questo risultato facendole immaginare una scrivania con ai
lati due cassetti aperti. Una pila di fogli mescolati da dividere e da
ordinare; ella con meticolosità riempie i due cassetti con gli elementi
personali (affetti, relazioni intrinseche, amicizia, strettamente personale
ecc.) nell'uno, ed il mondo del lavoro nell'altro.
Nella seconda seduta, con ancora ben chiaro il concetto dei due
cassetti, le chiediamo durante la trance di valutare se nella settimana
trascorsa, qualcuno ha messo disordine rimescolando le pratiche. Confessa di
si, di trovare una parte dei fogli fuori posto.
Le chiediamo chi può essere stato. Ci risponde che non lo sa ma
che crede di poter risolvere la faccenda venendone a capo.
Le cistiti sono scomparse.
La rivediamo dopo alcune settimane. Ci rivela di aver maturato la
sua decisione di rimettersi in gioco da un'altra parte, ripartendo dall'inizio
e chiedendo dunque trasferimento.
Al momento lo scopo sembra raggiunto, ma ci ripromettiamo di vederla non
appena il cambio di lavoro sarà avvenuto per iniziare a ..."lavorare"
sulla seconda parte, imparare cioè a gestire separatamente i due ruoli senza
interferenze.
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