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di Paola Sacchettino
In una società sempre alla ricerca della salute
fisica e mentale, dove la pubblicità ci bombarda di messaggi all’insegna dei
più disparati metodi per “star bene”, per “sentirsi in forma”, dove ogni donna,
ogni uomo ed ogni bambino non può, e non deve, negarsi massaggi tonificanti e
rilassanti, terapie termali, trattamenti estetici con prodotti rigorosamente
naturali o elettro – stimolo – massaggiatori che riportino la muscolatura ad
uno stato di forma ideale e la mente in perfetto equilibrio, l’ipnosi ben si
colloca come mezzo per ricercare e raggiungere uno stato mentale e fisiologico
di benessere ottimale.
L’ipnosi manda il cervello in onde a, rallenta notevolmente la sua attività,
passando approssimativamente da un ritmo di 80 cicli/min a 40 cicli/min,
permettendo a mente e corpo di entrare in uno stato di rilassamento profondo e
rigeneratore. Nel mondo orientale, prima, e in occidente sempre più, ormai,
l’individuo è visto come un microcosmo, un concentrato di energia (Ki), che si
manifesta con l’alternarsi di due movimenti opposti e complementari: Yin
(negativo) e Yang (positivo).
L’uno non può esistere senza la presenza
dell’altro, opposto e contrario; nell’uno ci sono i germi dell’altro:
gioia/dolore, piacere/sofferenza, azione/riposo, amore/odio, bianco/nero,
bene/male, ecc. L’energia si diffonde nel corpo seguendo dei tracciati,
individuati dai terapeuti nel corso del tempo, chiamati da alcuni canali e da
altri meridiani, collegati tra loro e in relazione stretta con gli organi
vitali. Il Sistema Nervoso Autonomo controlla tutte quelle funzioni del corpo
che non dipendono dalla volontà dell’individuo e si suddivide, a sua volta, in
due sistemi: il Sistema Nervoso Parasimpatico, legato principalmente ai
processi più profondi dell’organismo ed il Sistema Nervoso Ortosimpatico,
legato alle stimolazioni riguardanti la superficie corporea.
L’energia del
corpo lavora in accordo con il SNA. Quando l’organismo risente maggiormente
dell’influsso del Sistema Parasimpatico, l’energia scorre in tutti gli apparati
che ne fanno parte, mentre sotto l’influenza dell’Ortosimpatico, l’energia
tende a concentrarsi di più in una sola area corporea. Si parla di energia sin
dai primordi dell’umanità ed ogni civiltà ha dato definizioni ed
interpretazioni di come l’energia agisca sulle persone e sulle cose, spesso facendone
un vero e proprio culto.
Alla base di tutte queste filosofie sta il concetto
che l’Energia Vitale Universale è presente in ogni forma di vita: gli indiani
l’hanno chiamata Praña, i Cinesi Ki (con la contrapposizione di Yin e Yang),
Pitagora la definì “Forza Luminosa”, Paracelso “Forza Vitale”. Comunque sia
stata definita l’energia è presente e scorre nell’Universo e dall’Universo si
trasmette in tutte le forme di vita e in tutta la materia che compone
l’Universo stesso. Uno squilibrio energetico porta al manifestarsi delle più
disparate malattie dell’essere vivente e dei maggiori squilibri ecologici. Nello
stesso modo in cui i popoli antichi parlavano dell’esistenza di un’Energia
Universale, nel XIX secolo, Franz Anton Mesmer, uno dei principali esponenti
della storia dell’ipnosi, postulò l’esistenza di un tipo di energia che chiamò
“Magnetismo Animale”.
Egli sosteneva che il fluido universale era presente in
ogni tipo di materia (il sole, i pianeti, le piante, gli animali) e da loro si
trasmetteva all’uomo. La malattia, affermava, consisterebbe in una disarmonia
nella distribuzione di questo fluido, che può essere risanato indirizzando
nell’organismo il fluido vitale, riequilibratore, proveniente da un magnete. La
credenza nelle proprietà magnetiche del corpo umano e nel potere terapeutico
del magnete era già diffusa nel Medioevo; ma Mesmer, presto abbandonò il
magnetismo minerale, per occuparsi solamente del magnetismo animale.
Egli
dimostrò che, quasi ogni cosa (e non solo la calamita), poteva condurre il
flusso magnetico: tale fluido è simile a quello elettrico, potendo essere accumulato
ed agire a distanza. Questa concezione trovava la sua applicazione in una
particolare prassi terapeutica: Mesmer si avvicinava al malato e, guardandolo
intensamente negli occhi, si metteva in sintonia con lui; passava quindi,
ripetutamente sulle parti malate, la sua mano o la bacchetta d’oro che
impugnava. Il concetto di sintonia tra ipnotista ed ipnotizzato è fondamentale
nello sviluppo di una buona trance ipnotica, unitamente alla fissazione dello
sguardo ed alla tecnica dei “passi”, consistente nello sfioramento delicato e
discreto del paziente, con la mano dell’ipnotista (similmente a come Mesmer
agiva con i suoi pazienti).
A questi principi si può assimilare anche il Reiki,
un metodo di cura antico, che venne riscoperto in Giappone dal dottor Mikao
Usui, intorno alla fine del XIX secolo (nello stesso periodo in cui Mesmer
faceva i suoi esperimenti con il magnetismo minerale ed animale). Il termine
giapponese Reiki deriva dall’unione delle sillabe Rei (Energia Universale) e Ki
(Forza Vitale). Reiki significa, dunque, Energia Vitale Universale. Utilizzando
questa energia si riporta armonia nell’organismo a tutti i livelli: fisico,
mentale, emotivo e spirituale, nello stesso modo in cui agisce la trance
ipnotica.
Il Reiki viene eseguito su due livelli: il primo permette la
trasmissione di energia per contatto diretto dalle mani del terapeuta al
paziente; il secondo permette di abbattere le barriere spazio/tempo,
consentendo la trasmissione dell’energia a distanza. Il principio è lo stesso
della trasmissione di sensazioni e pensieri o del sincronismo che si crea tra
due persone, per cui i due cervelli entrano sulla stessa lunghezza d’onda. Il
cervello diventa un grande risonatore, che trasmette frequenze.
Quindi
nell’ipnosi, come nel Reiki, nella cristalloterapia, nella meditazione o in
qualunque altra pratica energetica, volta alla ricerca del benessere
psicofisico della persona nella sua visione olistica, c’è alla base il
sincronismo tra terapeuta e paziente, un’alternanza tra il guidare e l’essere
guidato, dove il paziente si “fida” e si “affida” a colui che esegue il trattamento
o ricerca la trance.
Si eseguono dei rituali e si utilizzano dei simboli, che
aiutano le due persone a trovare la sincronia, la stessa lunghezza d’onda, il
filo conduttore che permetterà loro di giungere insieme alla fine del percorso,
in perfetta armonia con se stessi, con l’altro e con l’ambiente che li
circonda. Le menti si compenetrano, i due soggetti diventano un’unica cosa e si
percepiscono: sofferenza, gioia, dolori, desideri non espressi, ma condivisi. Sono
metodi diversi per giungere ad una comunione (comune unione) con l’altro, ad
una comunicazione, che va al di là della parola; magicamente ci si comprende,
magicamente si entra in rapporto profondo, si verifica uno scambio “alla pari”
di energia, con il suo contenuto di immagini, forme, sensazioni.
La mia realtà
è la tua realtà, diventa realtà condivisa, nella quale ognuno mantiene la
propria unicità, il proprio essere speciale, “diverso”, ma magicamente “uguale”
all’altro e all’Universo intero.
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