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Il racconto di storie e
aneddoti è un'ottima tecnica di comunicazione a doppio livello capace di
mettere in moto gli adeguati processi associativi.
Per potenziare tale
approccio comunicativo il predicatore o guaritore si può avvalere anche della
tecnica di disseminazione (interspersal technique - tecnica introdotta da
Milton Erickson nella pratica dell'ipnoterapia negli anni '60).
Se è vero che la mente
cosciente (l'emisfero sinistro) tende a decifrare passo per passo il senso di
un discorso e a inserirlo all'interno di un determinato contesto, è anche vero
che ogni parola è portatrice di associazioni individuali e letterali al di là
del contesto nel quale si situa. Questo vuol semplicemente dire che una volta
che il fedele viene chiamato sul palco al cospetto della figura carismatica le
associazioni represse, rimaste nell'inconscio talvolta si riattivano, perché
"nelle particolari condizioni della trance, dove la dissociazione e il
letteralismo sono accresciuti, possono giocare un ruolo significativo nella
facilitazione di una risposta comportamentale che sorprende la coscienza"
(Milton H. Erickson, Tecniche di suggestione ipnotica, Astrolabio, Roma
1979, p. 282)
Il letteralismo, le
allusioni, i giochi di parole, sono infatti pane per i denti dell'inconscio.
Queste frasi sfuggite all'attenzione della coscienza che era stata fissata
nell'ascolto della predica, funzionano come suggestioni subliminali.
Verranno perciò
disseminate lungo il discorso, alcune parole e concetti con un particolare tono
di voce e attraverso gesti quasi impercettibili. Tali suggestioni sono
l'equivalente della suggestione diretta e palese dell'operatore durante
un'induzione formale di trance.
La migliore descrizione
di questa strategia l'ho trovata nel libro Il linguaggio del cambiamento di
Watzlawick: "[...] in altri
termini: ci si immagini una pagina di un libro che sembri non contenere altro
che una descrizione lunga, senza importanza, noiosa, appunto soporifera, su cui
però alcune parole siano sottolineate. Se ora queste parole vengono lette
nell'ordine in cui si presentano, danno un significato completamente diverso da
quello della pagina in cui si trovano. [...] la percezione dell'immagine
nascosta, dovrebbe essere tipicamente una capacità dell'emisfero destro e dunque
la tecnica di disseminazione una via di accesso a questo emisfero." (p.
65)
Un esempio dell’utilizzo
dell’analogical marking per indurre il cliente grattarsi il naso: ...realize that you have to start from scratch
and nobody really knows. Devi renderti conto che occorre partire da
zero (ma scratch può anche voler dire al di fuori del contesto della frase
grattarsi) perché nessuno veramente sa.
scratch knows = è l’equivalente
fonologico di scratch nose = grattati il naso
Tale descrizione
presenta interessanti analogie con le ricerche di Saussure (noto linguista
svizzero) che analizzando la struttura della poesia greca e latina rinvenne le
tracce di una attività segreta del poeta, alle quali diede il nome di anagrammi
(Jean Starobinski, Le parole sotto le parole, trad. it., il melangolo,
Genova, 1982).
Oppure pensiamo agli schizofrenici e
alla loro caratteristiche insalate di parole, si tratta di un torrente di
frasi, sconnesse e incoerenti. Milton prese a studiare questi discorsi pensando
che potessero essere altro che una maschera per nascondere dei significati,
frammentati e dispersi nelle espressioni verbali. In questo modo Erickson
sviluppò il suo particolare stile comunicativo che consisteva nel produrre
discorsi incoerenti tra cui nascondere, in forma frammentata una comunicazione
significativa che si stagliava sullo sfondo grazie all'analogical marking
(segno analogico).
L'analogical marking (questa
sottolineatura subliminale delle parole) può essere fatta attraverso variazione
minime della cadenza della voce o su qualsiasi altro livello N.V. (prossemica,
cinesica, paralinguistica, digitale), spesso queste sottolineature sono
precedute da pause e le parole sono menzionate durante l'espirazione del
paziente e con tono sommesso.
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