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Induzioni semplici e complesse PDF Stampa E-mail

 

 

 

Le prime implicano un ricalco e guida verbale e non-verbale oltre al Milton Model; le seconde implicano anche un confusione verbale e non verbale e l’uso di strategie (doppi legami, piede nella porta, porta in faccia, debito, ecc.) oltre che l’uso di metafore (comunicazione multilivello = ambiguità fonologica, sintattica, di portata, di punteggiatura).

 

 

 

Induzioni semplici (Ricalco e guida)

 

L’ipnotista è riuscito a effettuare il ricalco verbale del cliente quando quest’ultimo accoglie le verbalizzazioni che ascolta come una descrizione precisa della propria esperienza.

In altre parole, quando questi ha accettato la descrizione fattagli dall’ipnotista come un preciso resoconto della propria esperienza in corso, la linea di demarcazione tra la descrizione a opera dell’ipnotista dell’effettivo comportamento del cliente e quella che sarà la sua prossima esperienza diventa indistinta.

Tipicamente Erickson formulerà una serie di asserzioni, che il cliente potrà subito verificare, e le vincolerà a un’asserzione che descriverà il comportamento che egli desidera provocare nel cliente. La forza di questi vincoli potrà cambiare.

Occorre ricordare che l’ipnotista può riuscire a ricalcare l’esperienza interiore del cliente senza neppure sapere quale sia tramite descrizioni verbali che consentano al cliente di allucinare o di proiettare la sua esperienza in atto sulle descrizioni che l’ipnotista va facendo. L’ipnotista che impiega con abilità questa tecnica di ricalco fa ampio uso dei processi universali del modellamento umano: cancellazione, deformazione, generalizzazione.

Ciò lascia al cliente ampia possibilità di scelta di interpretazione, allucinazione o proiezione. Con questo artifizio il cliente viene impegnato più attivamente nel procedimento di induzione di trance o nel comportamento in trance profonda.

L’accorta cancellazione di parti della rappresentazione linguistica completa; la struttura profonda; spinge il cliente ad attivare altre strutture profonde per recuperare il significato completo. Ciò dà luogo a un processo in cui il cliente origina e seleziona delle strutture profonde grazie alle quali sarà possibile che:

1. il cliente partecipi attivamente, impegnando completamente l’emisfero dominante

2. le verbalizzazioni dell’ipnotista ricalchino efficacemente l’esperienza del cliente

3. il cliente sia libero di impiegare le proprie risorse nel processo di recupero del significato completo

Tali tecniche funzionano perché la mente cosciente funziona per associazioni e l’uso dei termini di transizione rende il tutto logico (falso sillogismo).

Occorre perciò legare le informazioni sensorialmente basate a quelle non-sensorialmente basate (con legami finali di causa/effetto poiché la persona deve arrivare a credere che il non sensorialmente basato è conseguenza diretta del sensorialmente basato) nelle quali evocherò col condizionale, con un linguaggio abilmente vago e comprendo possibilmente tutta la gamma di risposte possibili i sintomi della trance (attenzione focalizzata all’interno). Alla fine le suggestioni si confondono col sensorialmente basato.

Si tratta di falsi sillogismi. Pensiamo che ciò che appare logico e segue la tipica argomentazione in cui, posto qualcosa come premessa, qualcos’altro ne deriva come necessaria e logica conclusione. A volte partendo da presupposti fondati si può giungere a conclusioni errate: 1. Gli esseri umani sono dei mammiferi, 2. i conigli sono mammiferi, 3. dunque gli esseri umani sono conigli.

In ogni caso malgrado l’apparente permissività il tono con cui dite le cose deve essere di certezza (paraverbale e anche cnv).

Sul piano del non verbale posso guidare la persona col corpo (dopo il ricalco vado in trance anche io)

quest’ultime tecniche si chiamano ricalco e guida non verbale: una prima forma di induzione e l’uniformazione della velocità delle vostre parole al ritmo respiratorio dell’altro (ricalco) per poi cominciare a rallentarle (guida). Un altro modo e il cambiamento di tono e funziona anche da ancora: tutte le volte che indurrete la trance cambierete il vostro tono di voce. È importante non partire subito con un tono di voce alterato ma cominciare a cambiarlo mentre l’altro comincia ad andare in trance così da creare un’ancora e così da effettuare un ricalco efficace perché poi quando altererete e rallenterete ancora di più il vostro tono di voce l’altro vi seguirà. È proprio ciò che Bandler definisce come l’instaurazione di un circuito di retroazione: "Mi sono trasformato in un complesso apparecchio per il biofeedback a suo beneficio. Ho osservato i cambiamenti nella colorazione della pelle, e mentre la colorazione della pelle cambiava, io molto lentamente ho cominciato a cambiare il mio tono di voce, da uno molto normale a uno molto diverso. Inizialmente ho cambiato tono di voce alla cadenza e al ritmo con cui cambiava lei. Poi, cambiando voce sempre più nella stessa direzione, l’ho potuta condurre sempre più a fondo in uno stato alterato." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 120)

Una forma più completa è che andiate voi stessi in trance: "Posso ricalcare la sua dilatazione delle pupille dilatando le mie e poi, quando lo guardo, cominciare a sfuocare lo sguardo sempre di più, via via che mi segue. Lo sguardo sfuocato è un buon indicatore di stato di trance, perché è associato a un’elaborazione interna, mentre mettere a fuoco significa rivolgersi al mondo esterno.

Posso uniformarmi al suo battito delle palpebre e poi gradualmente sbattere le mie più spesso e più lentamente, sino a quando non ottengo che chiuda gli occhi. Posso rispecchiare il suo tono muscolare e poi lentamente rilassare i miei muscoli, per aiutarlo a rilassarsi. Quando ricalcate e guidate in modo non verbale, non c’è alcun bisogno di parlare. Non dovete far altro che rispecchiare per ottenere rapport, e poi lentamente mettervi in uno stato alterato di coscienza, assicurandovi che l’altra persona vi stia seguendo." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 51)

Più raffinato è il ricalco anticipato (conosco cosa fa la persona quando comincia ad andare in trance) e la ricalco anticipatamente in modo che questo funzioni come un ancoraggio.

Nell’induzione 5-4-3-2-1 posso partire dal sistema rappresentazionale dominante che sta usando la persona in quel preciso momento per poi sovrapporre gli altri (questa è la tecnica dei sistemi rappresentazionali sovrapponentesi = si può fare come la tecnica di autoipnosi della moglie di Erickson: prima 3 affermazioni visive poi 3 auditive poi 3 cinestesiche).

Se ascoltiamo i termini usati dal cliente ci rendiamo conto di cosa è cosciente di quale/i canale/i sta utilizzando a livello conscio per elaborare le informazioni e per entrare in contatto con la realtà. Quello è il suo stato di coscienza "normale" in quel momento: "se sapete cosa significa per una persona essere in uno stato normale, in termini di sistemi rappresentazionali, avrete anche un’eccellente indicazione di quale sarebbe per lei uno stato alterato: qualsiasi altra cosa." (Richard Bandler, John Grinder, Ipnosi e trasformazione, Astrolabio, 1983 Roma, p. 52)

Per far passare la persona dallo stato alterato a quello ordinario la tecnica è sempre quella del ricalco e guida: ricalcare cioè i suoi sistemi rappresentazionali per poi guidarla attraverso la sovrapposizione ad altri sistemi che non sta utilizzandov e passare da VAKOG esterni a VAKOG interni.

Posso anche aiutarmi facendola riaccedere a uno stato precedente di trance:

1. La persona ha avuto già altre esperienze ipnotiche: posso chiederle di porsi nella stessa postura, sulla stessa sedia e ricordare come esattamente era (VAKOG completo). Per poter riaccedere alle informazioni necessarie deve porsi in uno stato di trance.

2. Posso far immaginare come sarebbe:

Come sarebbe se...; cosa accadrebbe... prova a immaginarti...

Potete immaginare tutte le componenti (VAKOG):

Che aspetto avresti se fossi in trance profonda? Creeresti delle immagini interne? Come ti sentiresti? Come sarebbe la tua respirazione? il tuo tono muscolare? Come sentiresti la mia voce? ti diresti qualche cosa?

3. Posso evocare stati di trance naturali (riaccesso a uno stato naturale di trance).

 

Induzioni complesse (sovraccarico e blocco dell’emisfero dominante, guida della mente inconscia)

 

1. Induzione fulcro

2. Interruzione dello schema

3. Sovraccarico

3. Potere personale

4. Cumulazione di realtà

5. Metafore

6. Sottolineatura analogica

7. Doppi legami

8. Disseminazione

Induzione fulcro (si può considerare una particolare forma di interruzione di schema che fa uso del corpo del cliente):

Si fa fulcro su una componente fisica della persona come modalità per indurre uno stato di coscienza alterato.

1. Ricalco

2. Stretta di mano prolungata con distrazione dell’attenzione

3. Mentre stringi la mano dai la sensazione di lasciarla per poi riprenderla lievemente più volte e col mignolo la trattieni. Alla fini la lasci pian piano in modo impercettibile lasciando anche la tua sospesa.. (vedi descrizione nel libro di Rossi)

In altre parole l’induzione fulcro non è altro che una interruzione dello schema: "Se riuscite a identificare un qualsiasi schema comportamentale rigido di un essere umano non dovete far altro che dare il via a quello schema e poi interromperlo." (Ipnosi e trasformazione, p. 83) Poiché uno schema è un TOTE inconscio è come una attività unica, la persona non presta attenzione alle varie fasi: "Nel momento in cui io allungo il braccio per stringerle la mano, lei allungherà il suo. A quel punto, io opero un’interruzione, afferrando con la sinistra il suo polso e sollevandole leggermente la mano. Lei si troverà per un istante senza un programma, poiché non esiste nessun passo successivo da compiere. [...] Nessuno è mai passato dal punto di mezzo di una stretta di mano a nessuna altra cosa. A quel punto vi trovate con un fulcro. Non dovete fare altro che fornire le istruzioni adeguate, che tipicamente saranno seguite. In questo caso, le istruzioni potrebbero essere: "Lascia che il tuo braccio scenda, ma solo alla stessa velocità con cui i tuoi occhi cominciano a chiudersi mentre tu entri in uno stato più profondo di quanto tu pensassi..." (p. 83) In altre parole fornite alla persona il programma da seguire, poiché al momento, in quell’attimo è sprovvista di piani di comportamento.

Si può anche procedere con una amnesia di quanto è avvenuto con frasi del tipo:

"E lascia che la tua mano scenda sino a toccare la mia, e a quel punto l’afferrerai e me la stringerai come se non fosse avvenuto nulla d’insolito". A quel punto stringete la mano e dite "Molto lieto!" parlando subito di qualcos’altro o focalizzando l’attenzione "Scusi il suo nome?".

Interruzione di schema

Si rompe uno schema abituale che si usa normalmente in una comunicazione in modo da creare confusione, focalizzare l’attenzione e avviare perciò uno stato di trance.

A tal fine uso un gesto normale, un qualsiasi schema socialmente accettato per poi esasperarlo continuando però a parlare come se niente fosse e senza attirare l’attenzione sul gesto (rimango serio e congruo)

Sovraccarico
Posso dire cose opposte una in seguito all’altra, oppure dire una cosa sul piano verbale e una completamente opposta sul piano non verbale (passa la suggestione non verbale), posso parlare velocemente con un linguaggio confuso o difficile, posso dare molte informazioni su più canali sensoriali, toccare la persona distogliere l’attenzione, ecc. (la usano gli zingari per rubare - vedi anche prestigiatori = misdirecting).

Cumulazione di realtà (è una forma di sovraccarico)

Cumulo realtà differenti aprendo storie (vedi metafora windows) una dopo l’altra senza chiuderle.

Sottolineatura analogica

Nella sottolineatura analogica non c’è la peak experience come nell’ancoraggio ma la sottolineatura analogica (paraverbale, non verbale) ripetuta molte volte diventa l’equivalente di un’ancora.

Per esempio muovo la mano in un certo modo quando evoco un particolare stato: di ipnosi, potere o motivazione. Poi dopo molte volte quando chiedo di fare una cosa posso usare la stessa sottolineatura analogica per comunicare direttamente all’inconscio ciò che deve fare. Posso dire: "E ora, un’altra parte di te sa già cosa fare..."

Doppio legame

Per esempio metto la persona in una posizione scomoda (uso tecniche simili all’ipnosi dinamica) chiedendo per esempio di continuare a fissare il centro della sua mano (dopo la tecnica di induzione fulcro) posta in alto mentre il busto lo reclino all’indietro per poi dire con tono di sfida: "Ora prova a rimanere in questa posizione se ci riesci; se dovessi avvertire il bisogno di muoverti e di far calare il braccio ciò vuol dire che ti stai rilassando per entrare in uno stato di trance.

Tecniche strategiche

"Più di una volta mi è successo di far prendere la sedia a un paziente, fargliela spostare in un altro punto della stanza, e immediatamente cominciava a parlare dei suoi problemi e a darmi le informazioni che aveva bisogno di darmi. In realtà lasciava tutte le sue resistenze nell’orientamento spaziale che aveva quando era seduto su questa sedia. [...] La sedia nella vecchia posizione rappresenta i vecchi schemi di pensiero e di comportamento del paziente. Lo spostare la sedia in una nuova posizione rappresenta la disponibilità del paziente a guardare se stesso in modo nuovo" (pp. 17-18 L’esperienza dell’ipnosi)

Altro esempio: "Quel dottore col quale per due ore feci tutto quello che potevo per metterlo in trance aveva certamente un bel po’ di resistenza inconscia. E poi, quando lo portai nell’altra stanza per presentarlo alla signora Erickson, le sue resistenze erano state cumulate, e lasciate lì nello studio (p. 26).

Tecnica diversa: "Molto spesso faccio mettere i miei pazienti in trance profonda da qualcun altro; specialmente quei pazienti che sono del tutto resistenti, e non si permetterebbero mai che sia il medico a farlo. Di solito cerco di far sì che oppongano tutta la resistenza possibile a me, in modo da poter catalizzare tutta la loro resistenza, e non lasciarne nessuna verso la persona che si accinge a metterli in trance" (p. 25).

 

 
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