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La realtà inventata PDF Stampa E-mail

 

 

 

La Realtà è funzione dello Stato di Coscienza poiché qualunque tipo di distinzione è determinata dalla struttura del sistema e non dal suo medium.

Che cosa è uno Stato di coscienza?

Uno stato di coscienza è un sistema composto dalle seguenti variabili in interazione reciproca e costante:

Pensieri-emozioni-fisiologia-comportamento.

Lo stato del sistema in un dato momento è la risultante dei valori assunti da queste variabili. Se le fluttuazioni rientrano entrano un certo campo di stabilità lo stato di coscienza non subisce particolari alterazioni.

 

 

 

All’interno dello stato di veglia si verificano delle fluttuazioni: a volte siamo orientati verso la razionalità, altre volte verso la fantasticheria, a volte viviamo degli stati leggeri di trance. Ciò ha a che fare con i ritmi ultradiani.

Tuttavia, nei sistemi umani si possono verificare delle "discontinuità" (i cosiddetti stati alterati di coscienza) quando le fluttuazioni vengono amplificate (feedback positivo-morfogenesi) oltre un certo livello. In tal caso (per esempio il passaggio dalla veglia al sonno e viceversa, la comparsa di uno stato di meditazione o di estrema euforia) si verifica una sorta di salto quantistico. Il processo comporta la perdita della stabilità del sistema e la sua riorganizzazione verso un nuovo stato di coscienza, un nuovo ordine di equilibrio instabile.

I sistemi viventi sono sistemi aperti che, secondo Prigogine (premio nobel per la chimica) operano in stati lontani dall’equilibrio.

La stasi e l’equilibrio totale non esistono in natura poiché la vita emerge alle soglie del caos. Solo nella vita intrauterina l’individuo può veder soddisfatto ogni suo stato di necessità, di disequilibrio, di disagio; dopo, ogni desiderio esiste solo per essere rigenerato: per esempio, quando risolvo un problema, soddisfo un desiderio, mi libero da un disagio, etc. posso stare tranquillo che molto presto si presenterà un altro problema o desiderio.

Si può parlare quindi di differenti plateau omeostatici che comportano stati lontani dall’equilibrio.

In virtù di ciò è possibile agire anche su un singolo elemento e avviare così delle trasformazioni a livello superiore.

In base a questo meccanismo funzionano la maggior parte delle psicoterapie che generalmente privilegiano un singolo elemento del sistema: il comportamentismo (comportamento), la psicofarmacologia, il training autogeno, la vegetoterapia (fisiologia), il cognitivismo (pensiero), la Gestalt, le terapie catartiche (emozioni).

Tale discorso è valido anche per ciò che riguarda le tecniche di persuasione che possono fare leva su uno o più elementi del sistema.

Normalmente si ritiene che occorra partire dal pensiero per influenzare il comportamento, perché, secondo l’accezione comune, dovrebbe venire prima il pensare e quindi l’agire. Tuttavia, in un sistema dinamico, interattivo e quindi a causalità circolare tale priorità non ha senso. In un sistema autopoietico non c’è alcun inizio né fine: posso partire da qualsiasi elemento e se la dissonanza che produco è sufficiente anche gli altri elementi dovranno seguire, o meglio, la perturbazione si riverbererà su tutto il sistema.

Ciò accade quando le fluttuazioni si amplificano oltre l’ambito di stabilità del sistema ó poiché per esempio due elementi sono in contrasto fra di loro oppure perché si crea una forte ambivalenza all’interno di un solo elemento (per esempio amore e odio per la stessa persona). Può allora emergere uno stato di dissonanza. La dissonanza che supera un certo livello chiede di essere risolta tramite il ritorno alla fase di equilibrio precedente (feedback negativo) oppure attraverso cambiamenti strutturali (feedback positivo), sino a giungere a cambiamenti di secondo ordine. In tal caso il sistema non torna più alla condizione iniziale e passa a uno stato di coscienza diverso con la conseguente apparizione di nuove proprietà e comportamenti.

A questo proposito è stato riscontrato (Vogel - 1966) che nelle transizioni da uno stato di coscienza a un altro si verificano costantemente i seguenti passaggi:

1. Io intatto.

2. Io destrutturato (fase di instabilità sistemica).

3. Io ristrutturato (nuovo plateau omeostatico - nuovo paradigma cognitivo).

Per favorire la destrutturazione dello stato di coscienza sono state sviluppate numerose tecnica, tra le quali la tecnica della confusione e l'ipnosi dinamica.

 

Principio del due

 

L’uomo, come ogni altro sistema conserva il suo adattamento nell’ambiente grazie a due processi complementari: la morfostasi (feedback negativo) e la morfogenesi (feedback positivo).

"Infatti, se uníeccessiva morfostasi può bloccare un sistema nella sua evoluzione ed impedirgli ogni adattamento, è anche vero che senza morfostasi nessun sistema potrebbe sopravvivere, per la mancanza di un minimo di stabilità su cui fondare la propria morfogenesi. Díaltra parte, se la morfogenesi è necessaria perché in un sistema possa verificarsi un cambiamento, è altrettanto vero che un eccesso di morfogenesi potrebbe anche distruggere un sistema e fargli perdere la propria identità." (Camillo Loriedo, Angelo Picardi, Dalla teoria generale dei sistemi alla teoria dell’attaccamento, Franco Angeli, Milano 2000, p. 203)

La vita sorge solo nell’interazione fra coppie di opposti, Eros (feedback positivo - caos) e Thanatos (feedback negativo - ordine).

E l’essere umano opera secondo due logiche opposte e complementari: la logica asimmetrica (digitale) e la logica simmetrica (analogico).

Anche nella genesi si narra ciò:

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ö separò la luce dalle tenebre Ö separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento (Gn 1, 1).

Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno (Gn 8, 22).

Mentre Lao Tze affermava: "Sotto il cielo tutti sanno che il bello è bello, da cui il brutto. Che il bene è bene, da cui il male. È così che essere e non essere si danno nascita fra loro".

Possiamo arrivare a intendere la realtà secondo complementarietà cibernetiche piuttosto che come coppie di opposti escludentesi a vicenda. Così facendo passiamo dall’epistemologia dualistica o/o a quella fuzzy più/meno.

A questo proposito Bradford P. Keeney fa un esempio: "Nel caso della coppia hegeliana, predatore/preda, c’è la complementarietà cibernetica ecosistema/interazione della specie [...] Il quadro cibernetico più vasto implica che la lotta sia un mezzo o processo per generare, mantenere o stabilizzare l’ecosistema intero." (Bradford P. Keeney, "Strumenti epistemologici per la terapia familiare", in AA.VV., La terapia sistemica. Nuove tendenze in terapia della famiglia, a cura di M. Malagoli Togliatti e U. Telfener, Astrolabio, Roma 1983, pp. 69-70)

Scopiamo che a un altro livello logico, le due parti in opposizione diventano uno dei componenti di una Gestalt più ampia (Id. ibid., p. 71) E questo è proprio il bello dell’approccio sistemico: si possono fare distinzioni sulle distinzioni al fine di generare livelli differenti di complessità. Questi livelli sono come una gerarchia di livelli interattivi. Nel senso che possiamo interagire e scambiare informazioni con questi livelli, possiamo porci a differenti livelli logici per focalizzare un fenomeno da punti di vista differenti e integrare le diverse prospettive. In effetti, nessuno di questi livelli è più vero o migliore degli altri, tutti a loro modo sono essenziali.

Così per esempio, ciò che a livello intrapsichico viene definito come una instabilità sistemica (pazzia, tossicodipendenza, nevrosi, etc.) a un altro livello (la famiglia) concorre a mantenere l’omeostasi.

Un sintomo si situa in un contesto che, a sua volta, si trova all’interno di altri contesti, come una serie di quadri dentro a quadri. Se vogliamo possiamo considerare il sintomo come una struttura gerarchicamente organizzata: a seconda di dove ci poniamo esso cambia aspetto.

Prendiamo l’affermazione "Nostro figlio è stato arrestato per aver rubato la pedana del campo da baseball". Possiamo considerare questa affermazione come una componente della galleria "Problema di comportamento di nostro figlio".

Nella galleria troviamo diversi quadri: il figlio viene arrestato, si comporta da bambino, non studia. Se potessimo entrare in uno di queste raffigurazioni potremmo scoprire una galleria interamente differente che potremmo chiamare "Arrestato per aver rubato la pedana del campo da baseball" al cui interno troveremo altri quadri.

Potremmo poi tornare alla galleria precedente denominata "Problema di comportamento di nostro figlio" e considerarla semplicemente come un quadro appeso alla parete di un’altra galleria chiamata "Far tornare a casa papà". Quest’ultima galleria a sua volta potrebbe essere compresa all’interno di una galleria ancor più vasta definibile come il contesto sociale che insegna all’uomo di non occuparsi dei figli perché è un compito che spetta alla donna, insegna che se non fai soldi sei un fallito, che l’uomo non deve mostrare i suoi sentimenti e molte altre cose ancora.

Da questo esempio si può comprendere che un sintomo può essere analizzato come una metafora ad almeno tre livelli:

1. Sistema di credenze all’interno della persona.

2. Contesto familiare.

3. Contesto sociale.

Questi tre contesti non sono divisi fra loro ma si influenzano a vicenda secondo la logica del costruzionismo. 

 

Terapia breve

 

Se è vero che la vita sorge nell’azione reciproca di due polarità complementari e che la natura presenta configurazioni cicliche di andata e ritorno, di espansione e contrazione, allora ogni qualvolta che si vuol ottenere un effetto si può provare a cominciare dal suo opposto. È questo il caso dell’’intervento paradossale in terapia breve, come per esempio la reductio ad absurdum del sintomo tramite lo humour o tramite la recitazione della polarità del cliente nel modo più congruo possibile: "Il punto cruciale di questa modalità d'azione sta nel fatto che il terapeuta deve presentare al cliente la sua stessa polarità in maniera più congrua e valida di quella con cui la presenta lo stesso cliente. Abbiamo constatato per esperienza che il risultato è immediato ed evidentissimo. Il cliente reagisce esprimendo la polarità che prima era più debole. Il terapeuta prosegue la recitazione esasperata della prima polarità sino a quando il cliente non esprima con eguale intensità la polarità opposta." (Richard Bandler, John Grinder, La struttura della magia, Astrolabio, Roma, p. 259)

Come abbiamo visto precedentemente, le variabili del sistema sono in continua fluttuazione entro un certo ambito di stabilità. Se tali fluttuazioni si amplificano oltre questo ambito; poiché per esempio due elementi del sistema sono in contrasto fra di loro oppure perché si crea una forte ambivalenza all’interno di un solo elemento (per esempio amore e odio per la stessa persona); emerge uno stato di dissonanza. La dissonanza che supera un certo livello chiede di essere risolta tramite il ritorno alla fase di equilibrio precedente (feedback negativo) oppure attraverso cambiamenti strutturali (feedback positivo), sino a giungere a cambiamenti di secondo ordine. In tal caso il sistema non torna più alla condizione iniziale e passa a uno stato di coscienza diverso con la conseguente apparizione di nuove proprietà e comportamenti.

 



 
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