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Robert Cialdini è
psicologo sociale americano è nel suo libro "Le armi della
persuasione" distingue le tattiche persuasive in sei categorie base:
1.
Reciprocità.
2.
Coerenza-impegno.
3.
Riprova sociale.
4.
Autorità.
5.
Simpatia.
6.
Scarsità.
La particolare efficacia
di tale tattiche sta nel far leva su alcuni principi psicologici fondamentali
che orientano e motivano il comportamento umano.
In altre parole si
utilizza ciò che già c’è cioè alcuni piani di comportamento che orientano l’uomo
nel momento in cui deve prendere una decisione.
Cialdini paragona queste
tecniche all’arte marziale del jujiztu che sfrutta la forza fisica dell’aggressore
per poi rivoltargliela contro. Ognuna di queste tattiche sollecita l’interlocutore
ad adottare l’euristica corrispondente. Si ritiene quindi che spesso nel
prendere una decisione il potenziale acquirente "si farebbe guidare, non
da un’analisi approfondita delle informazioni rilevanti nella situazione, bensì
da poche indicazioni (una o due al massimo) che provengono dallo stimolo e che
sollecitano l’euristica corrispondente a un particolare principio."
(Angelica Mucchi Faina, L’influenza sociale, Il Mulino, 1996 Bologna, p.
150)
Entriamo ora nel merito
della questione e descriviamo le varie tattiche una per una e i principi
motivazionali a cui fanno ricorso.
Regola del contraccambio
o reciprocità (Debito)
Cialdini ricorda, sulla
scia di sociologi come Alvin Gouldner che tale regola è comune a tutti i tipi
di società umane e la sua può annoverare tra gli schemi comportamentali
istintivi della razza umana.
In genere l’uomo sente
il bisogno o si sente letteralmente obbligato a contraccambiare favori veri o
presunti tali.
Ciò è comprensibile,
poiché il sistema di reciprocità ha regolato da tempi immemorabili lo scambio e
la collaborazione tra individui.
Questa legge del
comportamento umano può essere utilizzata a fini tutt’altro che morali quando
un interlocutore intende farci sentire in debito imponendoci un favore non
richiesto.
Mi sembra perciò il caso
di fare un esempio articolato che intende chiamare in causa contemporaneamente
varie tecniche è che preciserò tra parentesi. Dall'altronde è difficile
che una tattica persuasiva si presenti per così dire al suo stato
"puro".
Esempio:
Un Hare Krishna o per
esempio l'appartenente a una comunità di tossici può porgervi un dono (piede
nella porta), se voi abboccate e prendete in mano l'oggetto non lo rivuole
più indietro e vi fa intendere che si tratta di un regalo (Debito) in
cambio del quale richiede un'offerta (colpo basso) affidandosi al buon
cuore del passante.
Con il termine offerta o
donazione si ridefinisce (ristrutturazione) la transazione (la vendita)
come un atto di liberalità (donazione).
Il questuante elicita un
imperativo morale e fa leva sul presunto debito è in realtà mai richiesto né
sollecitato è per richiedere "legittimamente" un corrispettivo in
virtù del buon cuore del passante. Il passante può finire col dare una somma
più grossa del valore effettivo del bene è che magari non interessa.
Sarebbe avvenuta ben
altra cosa se il passante fosse stato fermato da un venditore che gli chiedeva
l'acquisto di collanine a un prezzo spropositato.
È propria la
ricorniciatura dell'evento in corso come atto di liberalità che permette di
vendere ad alto prezzo qualcosa che non interessa: "c'è una forte
pressione sociale a contraccambiare i doni, anche non desiderati, mentre non
esiste nessuna pressione del genere ad acquistare un prodotto commerciale che
non si desidera" (Robert Cialdini, Le armi della persuasione. Come e
perché si finisce col dire di sì, Firenze, Giunti/Barbera, 1989, p. 38)
Se questa pressione non
è abbastanza potente si può sempre lavorare con altre tattiche, per esempio, si
può far leva sul senso di colpa.
Il venditore ridefinisce
la risposta negativa del cliente definendolo un ingrato: "Ma cosa è un
essere senza cuore, non vede che sto male! se fosse lei in questa
situazione". Si può anche dire: "Guardi quanti hanno contribuito, non
vorrà mica dimostrare di essere un ingrato!" (riprova sociale-principio
di imitazione)
Quest'ultima
ristrutturazione avrà maggiore successo se va contro ciò che l'individuo
ritiene di essere è se per esempio la gratitudine è uno dei suoi valori (principio
di coerenza con se stesso).
In campo commerciale la
regola del contraccambio, come spiega Cialdini, la ritroviamo nell'offerta di
una campione gratuito (cibo, profumo o altro) da parte di una gentile commessa.
Un altra tecnica simile è il soddisfatto o rimborsato o i periodi di prova
gratuita.
Anche nella terapia
strategica si può far leva sul Debito. È una tecnica che può essere annoverata
fra le tattiche di influenza interpersonale dirette.
Guglielmo Gulotta la
spiega in questo modo: "Descrivere il suggerimento allo psicoterapeuta
come un "corrispettivo" per un precedente "favore" fatto al
paziente (Guglielmo Gulotta, Lo psicoterapeuta stratega, Franco Angeli,
1997 Milano, p. 185)
Nella stessa pagina fa
un piccolo esempio: "Lei non ha eseguito il compito che avevamo concordato
nella scorsa seduta. Per questa volta ci passerò sopra, però nei prossimi
giorni dovrà.... e si assegna un altro compito."
Questa tecnica può
essere predisposta preventivamente dal terapeuta che non si aspettava che il
cliente facesse il primo compito. In questo caso la tattica si trasforma nella
tecnica indiretta (perché la prestazione desiderata non è palese sin
dall'inizio) della "Porta in faccia" che opera per principio di
contrasto inculcando al contempo l'idea che è stata fatta una concessione da
parte del terapeuta.
Principio di contrasto
C'è un esperimento molto
semplice che chiarisce perfettamente questo principio.
Prendiamo tre bacinelle
d'acqua. A partire da sinistra la prima è ghiacciata, la seconda tiepida e la
terza è bollente. Immergiamo ora la mano sinistra nella prima e la destra nella
terza, dopo un attimo caliamole tutte e due nella bacinella di mezzo. Malgrado
l'"oggettiva" tiepidezza dell’acqua, la mano sinistra avvertirà
l'acqua calda, mentre per la destra sarà fredda.
Anche i nostri giudizi
sono influenzati dal contesto. Un abile persuasore crea un contesto a lui
favorevole, nulla viene lasciato al caso. Potrà farvi apparire migliore una
alternativa un venditore tramite l’uso di esche.
Anthony Pratkanis e
Elliot Aronson nel libro "Psicologia delle comunicazioni di massa" ne
danno un esempio:
"Dopo aver
determinato le vostre esigenze, l’agente vi accompagna in auto a vedere alcune
case "che potrebbero interessarvi". La prima fermata è in un
minuscolo bicamere con un piccolo cortile. La casa necessita di una mano di
vernice; gli interni sono rovinati; il linoleum della cucina si sta gonfiando;
il tappeto del soggiorno è liso; la camera da letto padronale è tanto piccola
che non ci entrerebbe nemmeno l’arredamento medio di una stanza da letto.
Quando l’agente immobiliare vi informa del prezzo di vendita esclamate:
"Santo cielo! Chi sarebbe tanto stupido da pagare una cifra del genere per
questa baracca?". Forse non voi, e forse nessun altro. Ma quella
catapecchia può spingervi ad acquistare più prontamente un’altra casa e a un prezzo
molto più alto di quello che normalmente sareste disposti a pagare."
(Anthony Pratkanis, Elliot Aronson, Psicologia delle comunicazioni di massa,
Il Mulino, 1996 Bologna, p. 81)
Come si può applicare in
altri modi questa semplice legge fisiologica per manipolare la percezione
cognitiva?
Per esempio, avanzando
una richiesta gravosa e dopo aver ottenuto il rifiuto, avanzare la richiesta
minore, quella effettivamente desiderata (Guglielmo Gulotta, Lo
psicoterapeuta stratega, Franco Angeli, 1997 Milano, p. 188)
È ciò che succede anche
in ipnosi quando il terapeuta offre un'alternativa peggiore sotto forma di
doppio legame è del tipo "Preferisce andare in trance ora o più
tardi".
Questa tecnica è
chiamata tecnica della "Porta in faccia" che rientra a buon diritto
tra le tecniche che fanno uso del principio di contraccambio poiché danno l’illusione
al vostro interlocutore che gli abbiate appena fatto una concessione.
Simpatia
In ipnosi e in PNL si
parla di rapport. Con questo termine
si intende l'istaurarsi di una particolare sintonia con il proprio
interlocutore. Due persone che si stimano o che si vogliono bene sono già
naturalmente in uno stato di profondo rapport
tra di loro.
Non so se avete mai
osservato attentamente due amici, se lo avete fatto avrete forse notato che
oltre ad intendersi alla meraviglia sul piano verbale o di contenuto sono in
sintonia anche sul piano non verbale: camminano in modo simile oppure assumono
le stesse posture, oppure si grattano nello stesso identico momento, in altre
parole, si rispecchiano istintivamente l'un l'altro e maggiore è il feeling e
maggiore è il rispecchiamento.
Consci di questo
particolare meccanismo i terapeuti, i comunicatori, i venditori ne fanno un uso
consapevole per istaurare immediatamente un rapporto di fiducia ed entrare in
breve tempo in sintonia con l'interlocutore. Questa tecnica è chiamata ricalco
e può realizzarsi a diversi livelli:
1) Ricalco verbale : uso di alcune frasi che usa l'interlocutore o
alcuni predicati che fanno riferimento allo stesso sistema rappresentazionale
(visivo, uditivo, cenestesico) oppure ricalco di convinzioni, valori e
credenze.
2)
Ricalco paraverbale: ricalco del volume, del tono, del
ritmo, della velocità, delle pause.
3) Ricalco non verbale: ricalco le posture, la gestualità, il respiro
fino ai micro-comportamenti (mimica facciale, movimenti degli occhi, tensione
muscolare).
L'instaurazione di un
legame empatico risiede probabilmente nella stimolazione del sistema
parasimpatico a motivo di una sottile sincronizzazione che viene percepita a
livello inconscio. In tal modo l'interlocutore non si sente in pericolo e gli
pare di essere veramente compreso e ascoltato.
A livello inconscio ciò
che ci somiglia ci è familiare e ciò che ci è familiare ci tranquillizza,
facendoci abbassare le difese.
Questo principio può
essere usato negli interrogatori quando si fa il "gioco delle parti"
nel quale un individuo si mostra particolarmente aggressivo mentre l’altro (che
in realtà è d’accordo con il primo) appare decisamente amichevole. È anche il
caso del venditore che si mette dalla parte del cliente e fa finta di
convincere il principale a concedere una "favoloso sconto".
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