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Qualsiasi esperienza di
shock e sorpresa fissa momentaneamente la nostra attenzione; depotenzia gli
abituali schemi di riferimento e i sistemi di credenze coscienti (li rende
instabili) constringendoci ad avviare una ricerca inconscia nel tentativo di
trovare una risposta alla situazione inaspettata.
La ricerca interiore
comporta uno stato di introspezione che avvia una trance utilizzabile per
elicitare delle reazioni autonome e involontarie o per "far passare"
delle suggestioni al di sotto della soglia cosciente.
Questo momentaneo vuoto
di consapevolezza può quindi essere riempito con l'appropriata richiesta
comportamentale.
In effetti, la
suggestione passa molto più facilmente negli stati di confusione, dubbio,
sorpresa poiché predispongono il soggetto ad accogliere la prima idea che possa
mettere ordine nel suo panorama cognitivo, riallineando in tal modo i dati
interni e ristabilendo l'equilibrio psichico.
Lo shock e la confusione
possono essere utili anche per destrutturare i comportamenti acquisiti e i
sistemi di credenze.
Un caso che dimostra
questo principio fu raccontato da Pavlov a un fisiologo americano.
Pavlov era riuscito a istallare in dei cani, attraverso tecniche di
condizionamento, dei pattern di comportamento. Poi un giorno accadde una cosa
curiosa: ci fu un allagamento nel laboratorio dove i cani stavano richiusi in
delle gabbie. Mentre il livello d’acqua andava alzandosi, i cani terrorizzati
presero a lottare disperatamente per restare in vita finché l’inserviente
sentendo i loro lamenti lì salvò da morte sicura. In seguito a questo shock,
Pavlov scoprì che i condizionamenti che aveva recentemente installato erano
completamente svaniti (Sargant W., Battle for the Mind, Doubladay &
Company, In. Garden City, New York 1957, p. 41).
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