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L’ipnosi regressiva
In
ipnosi vi sono due modi diversi di richiamare il passato della nostra
vita nell'attualità del presente: quello tipico della cosiddetta
regressione, in cui il soggetto rivede il suo passato con
atteggiamento, critica e sentimenti del presente; e quello della
cosiddetta rivivificazione, in cui il paziente dimentica il presente
per comportarsi, esprimersi e sentire come in tempi passati.
L’ipnosi regressiva
In
ipnosi vi sono due modi diversi di richiamare il passato della nostra
vita nell'attualità del presente: quello tipico della cosiddetta
regressione, in cui il soggetto rivede il suo passato con
atteggiamento, critica e sentimenti del presente; e quello della
cosiddetta rivivificazione, in cui il paziente dimentica il presente
per comportarsi, esprimersi e sentire come in tempi passati. Nel primo
caso si tratta di una pseudoregressione durante la quale il soggetto,
favorito dall'isolamento sensoriale della trance ipnotica e dalla
maggiore capacità di attenzione e concentrazione mentale che si possono
avere durante questa, diventa capace di ricordi, che molto più
difficilmente rievocherebbe nello stato di veglia. Nel secondo caso
invece si instaura un procedimento del massimo interesse, durante il
quale il paziente diventa capace non solo di ricordare, ma anche di
rivivere alcune situazioni somatiche e viscerali proprie di età da
tempo trascorse, anche se la sintomatologia che affiora in questo stato
deve essere valutata con acuto senso critico dall'operatore, potendo
questa essere inficiata da artefatti della più diversa natura.
La
rivivificazione si instaura di solito in un soggetto in stato
sonnambolico, suggerendogli che egli ritornerà indietro con gli anni,
sino all'età infantile. Egli si sentirà piccolo, sempre più piccolo, e
diventerà come se avesse cinque anni (otto, sei, quattro, a seconda
dell'età a cui lo si vuole regredire). Generalmente si fa la
regressione usando tappe di cinque anni. Si aspetta quindi un momento
finché il paziente si immedesimi nell'epoca regredita; poscia,
rimanendo l'ipnotista nel testo e nell'ambiente creato dalla
regressione, si indirizzano caute domande su quanto si vuole indagare e
secondo le risposte che si hanno. «Io sono uno che tu conosci e che ti
vuole bene. Chi sono i tuoi amici? Chi ti è più caro? Quando l'hai
visto l'ultima volta? Con chi eri?... Vai a scuola? Chi è il tuo
compagno di banco? Chi siede dietro dì te? Chi siede davanti a te? Hai
fratelli? ecc.» Dato che la memoria è legata essenzialmente
all'interesse e alle emozioni, è chiaro che sarà tanto più facile
rivivere episodi trascorsi, quanto più questi furono importanti nella
vita del soggetto. Altre modalità di tecniche di rivivificazione sono
le seguenti, adoperate anche da Bryan, Erickson, Van Pelt e altri
autori: quella del treno, del calendario, dell'orologio, dell'emozione.
Con
la tecnica del treno, si suggerisce la partenza del soggetto su questo
e che egli guarda dal finestrino, scorgendo episodi e periodi passati
della sua vita, indietro e indietro nel tempo. Quando si raggiunge un
avvenimento particolarmente traumatizzante o importante della vita, il
treno si ferma ed egli scende, parla e agisce immedesimato nel tempo
che rivive appieno.
Con
il calendario si suggerisce al soggetto che egli sfogherà un calendario
in cui i giorni sono stampati in modo regrediente e non progrediente
nel tempo. Egli alzerà l'indice destro appena vedrà il calendario e i
giorni che scorrono all'indietro; quindi si immedesimerà nel tempo che
scorre all'indietro, fermandosi a una data specifica, a un periodo
importante per lui.
La
regressione con l'orologio è come quella del calendario, usata
soprattutto per appurare fatti importanti dal lato legale o
criminologico e in essa ci si avvale della distorsione del tempo, per
cui un soggetto può rivivere un evento traumatico in un tempo più breve
di quello in cui il fatto è veramente avvenuto. Si può con questo
metodo anche far scaricare l'emozione congiunta all'evento in modo
sempre più breve: due giorni in cinque minuti, poi in un minuto, in 10
secondi, in 5 secondi, in un secondo; finché l'evento finirà con
l'essere svuotato di ogni emozione.
Nella
regressione per emozione si chiede al soggetto di ritornare indietro al
tempo in cui ha provato un'emozione per lui molto spiacevole, di
riviverla appieno, invitandolo ad alzare l'indice destro appena vi sia
riuscito. Quando ciò accade, si cerca di minimizzare l'avvenimento, di
dissociarlo dall'emozione, facendo vivere al paziente l'episodio
doloroso come un episodio freddo e ineluttabile, al di sopra di ogni
volontà umana e con conseguenze rimediabili.
Riassumendo
le tecniche indicate si può quindi dire che con esse è possibile
regredire un paziente a una determinata data o a una determinata età, a
uno specifico avvenimento o a una specifica emozione e neutralizzarla
del suo significato traumatizzante con appropriate immagini e tecniche
di distorsione temporale.
La
rivivificazione è molto efficace per scoprire rapidamente eventuali
traumi infantilí, o episodi che sono alla base di sintomi
psiconevrotici. Se, inavvertitamente, si facesse regredire il paziente
in un tempo in cui egli ha riportato un intenso trauma fisico o
psichico, bisogna essere pronti a svolgere un'adeguata psicoterapia e a
fronteggiare ogni sua reazione. Prima di svegliare il paziente, lo si
fa tornare alla realtà col procedimento opposto a quello con cui si è
fatto regredire.
Sull'autenticità
della regressione e sul fatto che questa conduca il soggetto a rivivere
un comportamento da lui avuto a diversi livelli di età, in modo da
escludere ogni possibilità di simulazione, sono d'accordo Erickson,
Estabrooks, Lindner, Spiegel, Shor e Fishman, Bernstein, Wolberg,
Raikov e chi scrive. Le modificazioni che si attuano (scrittura,
ipermnesia, riflessi ecc.) rientrano nel quadro delle manifestazioni
ipnotiche (come la catalessi, le reazioni vegetative, ecc.) essendo
possibile l'attivazione di associazioni antiche condizionate
ontogeneticamente durante lo sviluppo della personalità, nello stato di
coscienza dell'ipnosi profonda.
E’da
tenere soprattutto presente che la regressione di età non è mai
statica, ma può venire assai spesso modificata dal funzionamento ad
altri livelli di età, cosicché una persona regredita ha spesso un
mutevole punto di orientamento.
Usando le tecniche della regressione occorre tenere presenti alcune premesse generali:
1.Il
paziente può non rivivificare una determinata situazione perché troppo
dolorosa per lui o perché non ha compreso bene come deve fare; può
allora mantenersi sulla difensiva o cercare di fingere per
condiscendenza verso l'ipnotista.
2.Nel
valutare l'attendibilità del materiale evocato si deve osservare il
contenuto emozionale di quanto viene espresso; l'uso del tempo presente
e non del passato; controllare atteggiamenti, calligrafia, polso,
pressione, respiro.
3.Come
può variare la profondità della trance ipnotica, così pure può variare
quella della rivivificazione, sicché ciò che una persona sta rivivendo
può diventare dopo qualche tempo solo un ricordo, con slittamento
quindi nel suo discorso dal tempo passato a un altro più presente.
4.E'
eccezionale avere una regressione in cui mente e funzioni somatiche
neurovegetative regrediscono totalmente, dato che il paziente conserva
parte della sua mente al tempo presente e si rende parzialmente conto
di ciò che sta accadendo. Ciò permette la comprensione dei comandi
dell'ipnotista anche nel paziente regredito alla prima infanzia. Per
quanto da vari autori, come abbiamo precedentemente accennato, sia
ritenuto possibile, per profonde rivivificazioni a questa età, perdere
il contatto verbale con il soggetto.
5.Bisogna
essere molto cauti nel regredire cardiopatici a periodi in cui hanno
subito eventi gravemente traumatizzanti, essendo ciò pericoloso. In
questo caso si possono far rivivere al paziente le scene traumatizzanti
passate come spettatore ad esempio con la tecnica del treno e non come
attore, in modo da attutire la tensione emotiva.
6.Si
deve rispettare, almeno momentaneamente, il desiderio del soggetto di
non rispondere alle nostre domande traumatizzanti per lui, e ricorrere
eventualmente all'uso di risposte gestuali per cui il soggetto in
ipnosi, invece di rispondere a parole, fa un gesto della mano per il
si, l'opposto per il no, e un altro ancora per il rifiuto di parlare.
Ciò facilita il colloquio durante particolari stati di coscienza nei
quali è difficile la formulazione di parole, o scabrosa la loro
espressione.
Per
nostra personale esperienza riteniamo la regressione di età un buon
metodo, sia per l'indagine analitica, sia per la psicoterapia,
associandola eventualmente alla tecnica della distorsione temporale e
della dissociazione dell'avvenimento dall'emozione. Pur non sapendo
bene in che modo agiscano sulla persona le esperienze di regressione,
il semplice parlare ed esporre esperienze passate aiuta a viverle in
modo diverso, finanche a liberarsi del giogo subito negli anni in
merito a tali limitazioni vissute.
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